Il dolore
Clienti in fuga dai bagni senza sabbia
I lavori anti-erosione funzionano, ma non sono ancora finiti: solo ghiaia sulla battigia. E 12 stabilimenti vanno in crisi
MASSA. Caldo afoso, ombrelloni aperti, turisti in cerca dello stabilimento “perfetto” per le vacanze. La stagione estiva sul litorale apuano è ufficialmente iniziata. Non per tutti, però. Non per dodici stabilimenti balneari. Per quei titolari di bagni, cioè che hanno la sventura di avere il loro stabilimento in una delle due vasche (la conca fra due scogliere) tra la foce del Magliano e il Palmo Mare ai Ronchi. Lì, i lavori anti-erosione non sono ancora ultimati e, al posto di una lunga lingua di sabbia dorata, si trova del ghiaino intervallato da grossi buchi e sassi. Impossibile, quindi, piantare ombrelloni e la stagione estiva slitta ancora. «I turisti arrivano – raccontano i balneari – guardano la spiaggia e scappano inorriditi».
Il ripascimento, in quella fetta di litorale – bisogna dire – sembra aver funzionato. Il pennello di scogli che parte dal Magliano è stato allungato e, curvandolo con un a forma a “L”, è stata inserita una scogliera soffolta (completamente sotto l’acqua). Stesso discorso sull’altra scogliera lato Viareggio. La riva, poi, è stata ricoperta di uno strato di ghiaino che aiuta a frenare l'erosione. L’intervento ha permesso agli stabilimenti balneari di recuperare decine di metri di spiaggia perduta negli anni. Il pòroblema, però, è che ad oggi, a estate iniziata e dopo tre anni di lavori di erosione e svariati milioin spesi, quei dodici stabilimenti ancora non possono partire con la stagione estiva. La maggior parte di essi, infatti, non ha potuto piantare nemmeno un ombrellone. Al bagno Ida, ieri pomeriggio, una coppia di clienti fissi era sdraiata su lettini “abusivi” in riva al mare, circondati da ghiaia, sassi e poco distanti da una voragine in mezzo alla spiaggia. «Da tre anni ogni anno è sempre peggio – racconta Luca Vece, bagnino e figlio dei titolari del bagno Ida – Quest’anno avremmo potuto iniziare a lavorare già da tre fine settimana e invece nulla. I clienti, come arrivano, se ne vanno. Guardate loro (indicando i clienti sul lettino): sono gli unici che non ci lasciano e per fortuna sto lavorando con gli aperitivi».
«Ormai è, ogni anno, la stessa triste storia – commenta Nicola Barìa, del bagno Paradiso, che ha potuto piantare due file di ombrelloni – al 9 giugno ancora non siamo partiti. Con questo sole stanno venendo tanti turisti, ma, anche quelli che si fermano, devo mandarli via perché non ho ombrelloni giornalieri da dare, che sono tra l'altro quelli che ci danno più guadagno». I balneari, anche a questo giro, sono infuriati. «Oltre alla beffa l'inganno – aggiunge Luca Vece, dall'Ida – perché quando arriveranno le ruspe per l'ultima parte del ripascimento, dovrò sbaraccare di nuovo gazebo e tutto». Scrolla le spalle in segno di rassegnazione invece il signor Ricciardo Ansani del bagno Delfino. Lì, sono stati piantati circa dieci ombrelloni, gli altri sono al "pit stop", pronti per la partenza.
I clienti stagionali prendono posto dove trovano, aspettando di potersi sdraiare sotto il proprio ombrellone il prima possibile. «Sono anni, ormai, che le mie parole escono sui giornali! - commenta ironico – Riusate gli stessi commenti delle scorse estati. Tanto non sono cambiati».
A peggiorare il quadro è che nessuno sa quando il ripascimento verrà ultimato. «Ho fatto numerose chiamate ma mi hanno rimbalzato da ufficio a ufficio e nessuno sapeva darmi una data», commenta Serafine Riccetti, del Bagno Ronchi Levante. Il suo è uno degli stabilimenti più fortunati tra gli sfortunati: durante l'inverno, infatti, aveva raccolto sabbia verso il bar, dove ora ha potuto piantare qualche fila di ombrelloni, ma anche per lei la stagione sta slittando. «Tutto questo – commenta – è dannoso anche per il turismo, perché i turisti arrivano e si aspettano di trovare tutto pronto e invece trovano ghiaia e transenne».
Melania Carnevali
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