Il Tirreno

Boom di iscrizioni, ma in 60 rimangono fuori

Ma per 50 di loro ci sono i posti negli asili convenzioni e i contributi regionali L’amministrazione: il servizio è da 10 e lode, per questo aumentano le richieste

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Le graduatorie definitive per i nidi sono state pubblicate sul sito del Comune (disponibili anche presso gli uffici della pubblica istruzione alla Bertagnini): 248 piccoli alunni ammessi, 59 in lista d’attesa.

In realtà - per affidarsi ai dati - i piccoli della sezione semidivezzi (da un anno) che attendono un posto ai nidi comunali sono ben 71. Ma ad abbassare il numero complessivo degli piccoli fuori graduatoria è il dato relativo agli “alunni” più grandicelli: i posti disponibili per i divezzi sono 116, ma soltanto 97 le domande. La legge permette, infatti, ai bimbi nati a gennaio di anticipare l’ingresso alla materna, riducendo le presenze ai nidi.
In parecchi Comuni le richieste di accesso al nido calano. La crisi è pesante e per molte famiglie e dura sostenere il peso della retta mensile. Ma a casa nostra è tutta un’altra storia: rette contenute (il tetto massimo - pasto compreso - è di 20 euro) e servizio da dieci e lode per capacità e professionalità delle educatrici e qualità dell’accoglienza e della ristorazione. Centinaia di famiglie, quindi, sperano che il piccolo si “conquisti” un posto. I sei asili comunali (cui si aggiungono altre due sezioni per i divezzi, dai 24 ai 36 mesi) possono accogliere 248 bambini; quest’anno le richieste sono state 307 di cui 211 per nuove iscrizioni e 96 per il rinnovo.

Sono 46 i piccolini (lattanti) che da settembre affronteranno la loro prima esperienza con “la scuola”, 13 quelli in lista. 85 i posti per i semidivezzi a fronte di 156 domande (71- dicevamo - rimangono fuori). Per la sezione divezzi il numero dei posti supera quello delle domande. E proprio intervenendo su quei posti liberi, il Comune conta di dare risposte alle famiglie con bimbi semidivezzi. L’età dei bambini, in base a cui vengono inseriti in sezione, viene calcolata al 1° settembre, ma tra i semi divezzi ci sono una trentina di piccoli nati nella prima settimana di settembre: ai loro genitori, in accordo con le educatrici e in base alle caratteristiche del bambino, sarà proposto il trasferimento alla sezione divezzi.
L’amministrazione conta di ridurre - e drasticamente - la lista d’attesa attraverso forme di - definiamola così - assistenza assistita. Ci sono i nidi accreditati e i buoni di servizi per pagarli e ci sono i contributi regionali e i voucher. la famiglia manda il figlio a una struttura privata, il Comune si impegna a pagare, a fine anno scolastico, la differenza tra la quota pagata al nido privato e al quota che avrebbe pagato presso la struttura pubblica.

Gli uffici hanno fatto due calcoli e valutano che 50 bambini possano avere accesso - seppur in altre forme - al nido. Garantendo a mamme e papà la possibilità di conciliare i tempi di lavoro con i tempi di vita. Detto altrimenti: andare in ufficio con una buona dose di serenità.

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