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Sinistra Anticapitalista

«Beni estimati: ecco come si risolve il problema»

«Beni estimati: ecco come si risolve il problema»

CARRARA. «Per evitare ricorsi e contenziosi legali e sancire una volta per tutte lo status “pubblico” dei Beni Estimati, è sufficiente prendere esempio dall’amministrazione calabrese che, nel 2009,...

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CARRARA. «Per evitare ricorsi e contenziosi legali e sancire una volta per tutte lo status “pubblico” dei Beni Estimati, è sufficiente prendere esempio dall’amministrazione calabrese che, nel 2009, ha approvato un articolo di legge in cui sancisce che marmi, graniti, pietre ornamentali costituiscono patrimonio indisponibile della Regione». La proposta arriva da Sinistra Anticapitalista in vista del convegno “Il marmo bene comune e patrimonio indisponibile: dai beni estimati alla proprietà pubblica della risorsa” in programma venerdì 20 giugno alle 17,30 nella sala di rappresentanza del Comune.

A entrare nel merito della proposta, è Ildo Fusani (nella foto), ex assessore al Marmo ed esponente di Sinistra Anticapitalista: «La soluzione c’è ed è a portata di mano», e sostiene che la Regione Toscana, come in Calabria, ha l’autorità per varare un provvedimento che faccia rientrare i materiali lapidei estratti nel suo territorio, nel patrimonio indisponibile regionale. «Al di là della proprietà del sovra suolo, in questo modo si avrebbe la certezza che quanto viene estratto è di proprietà pubblica» spiega Fusani ritenendo che la proposta di rifarsi al modello calabrese, sia la «soluzione più semplice e lineare». Il provvedimento potrebbe rientrare nel percorso di riforma del settore avviato a livello regionale: in questo modo, i cosiddetti “Beni Estimati” rientrerebbero nel patrimonio indisponibile dell’amministrazione toscana mentre gli Agri resterebbero di competenza comunale. Per definirne i “perimetri”, suggerisce Fusani, sarebbe sufficiente effettuare uno studio in merito al fenomeno per cui «nel 1731, nel 1823 e nel 1905 si è registrato un aumento esponenziale delle superfici indicate negli estimi», risalendo così alla reale superficie dei Beni Estimati. Ma la proposta di Sinistra Anticapitalista non si limita a questo: nel corso del convegno si parlerà anche di come ridurre l’estrazione valorizzando al tempo stesso la lavorazione sul territorio: «Non ci possiamo affidare ai mercati perché questi, da soli, non valorizzano la filiera. La soluzione è introdurre un soggetto pubblico, un’agenzia pubblica regionale che, come Eni per il petrolio, eviti la nascita di oligopoli e monopoli tutelando il lavoro e la filiera locale» spiega ancora Fusani. E parlando di questioni legate al marmo, l’esponente di Sinistra Anticapitalista non rinuncia a un commento sull’inchiesta aperta dalla procura sugli accordi per le tariffe: «Anche in questo caso il principio della concertazione è sbagliato, sul patrimonio indisponibile non si può trattare, il pubblico deve essere pubblico fino in fondo». Per saperne di più l’appuntamento è per il 20 giugno in sala di rappresentanza: in occasione del convegno interverranno il professor Giorgio Pizziolo e l’avvocato Licio Corfini, del centro Cervati e l’ex sindaco di Carrara Emilia Fazzi Contigli, oltre ai rappresentanti di Legambiente, Movimento 5 Stelle, Carrara Bene Comune, Italia Nostra, Sel e Rifondazione Comunista.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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