Gioco
Anche le ruspe del porto in aiuto ai balneari
Messe a disposizione gratuitamente. Lavoro incessante con l’Amia per eliminare la marea di detriti che hanno invaso una parte del litorale
CARRARA. Non cessa per ora l’allarme a Marina per la marea di detriti (fra legname, plastica e altri rifiuti) che ha invaso in questo periodo la spiaggia che comprende alcuni stabilimenti balneari nel tratto vicino al porto.
La Porto di Carrara spa arriva con le sue grandi ruspe a dar manforte, gratuitamente, agli operatori balneari e all’Amia, che hanno già attuato interventi tempestivi di pulizia dell’arenile. Ma è una impresa ardua, anche ieri gli operatori balneari erano stremati. Non si sono mai fermati, ma non sono soli, grazie alla sinergia con Amia, il Comune e ora anche il porto.
Stamani dalle 5 alle 8, una o due ruspe del porto saranno in spiaggia, e l’amia continua a mettere a disposizione gli scarrabili per depositare tutto il materiale asportato che, in quanto spiaggiato, viene considerato rifiuto solido urbano. Non viene però messo nei normali cassonetti dell’immondizia solo per il fatto – spiega il presidente di Amia Gianenrico Spediacci – che è mescolato alla sabbia e quindi deve essere poi sottoposto, una volta al Cermec, a un adeguato trattamento. C’è stato anche un sopralluogo dell’ufficio ambiente del Comune e il vice sindaco Andrea Vannucci conferma che l’amministrazione comunale intende approfondire la questione, per capire da dove arrivi tutto quel materiale, e se ci siano collegamenti con il dragaggio del fiume Magra.
Il problema comunque è: come fermare quella marea che allontana i bagnanti? Perché, se la spiaggia può essere ripulita seppure con grande dispendio di mezzi ed energie umane, ciò che resta in mare e lo colora di scuro, rimane una “persecuzione” per gli operatori belneari. «Ora dobbiamo gestire l’emergenza – dice Vannucci – e poi cercare di evitare che si ripeta». Amia e ruspe del porto continueranno ogni giorno dalle 5 alle 8 circa a ripulire la spiaggia, «e finché ce ne sarà bisogno», dice Spediacci che domenica scorsa aveva inviato sul posto tre scarrabili: i quintali di materiali raccolti erano stati portati temporaneamente presso l’Amia essendo chiuso il Cermec. «Quest’anno abbiamo già fatto numerosi interventi – dice il presidente di Amia – e non se ne vede la fine. Da dove arriva tutta questa roba?». Un problema che sta assillando anche la costa versiliese.
Cinzia Carpita
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