Il Tirreno

Marea nera dove sventola la Bandiera blu

Marea nera dove sventola la Bandiera blu

Detriti in spiaggia portati dalle correnti, i balneari restituiscono ai clienti la tariffa giornaliera, ruspe e Amia al lavoro

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. «Forse la bandiera marrone sarebbe stata più idonea di quella blu». E’ questa la battuta amara che molti bagnanti e gestori di stabilimenti balneari hanno esternato durante lo scorso fine settimana davanti allo spettacolo poco edificante delle spiagge, invase da detriti e rifiuti, presumibilmente derivanti dalla foce del fiume Magra. Una lunga distesa di piccoli stecchi, una scia scura, ha interessato buona parte degli stabilimenti soprattutto di Marina est, verso il porto. Alcuni operatori balneari si sono sentiti in dovere, pur incolpevoli della situazione, di restituire ai clienti l’importo della tariffa giornaliera, per impossibilità di fare un bagno come si deve. A pochi giorni dalla cerimonia di assegnazione della Bandiera blu, conferimento meritorio per quelle zone capaci di offrire servizi, strutture e balneazione di qualità, ecco invece prendere campo un disagio nei primi weekend di sole della stagione.

«Abbiamo restituito denaro ai nostri clienti – ha spiegato Stefania Iori, che assieme a Laura Tavecchio gestisce il bagno Doride – Chi viene al mare vuole giustamente entrare in acqua, ma davanti al nostro stabilimento c’è una distesa di sporcizia. Questo è penalizzante anche per i gestori dei bar, perché se la gente va altrove diventa una perdita per tutti. Mai vista una cosa simile in vari anni di gestione». E’ stata subito fatta intervenire una ruspa alle prime luci dell’alba, e come sempre c’è stato il prezioso lavoro dell’Amia, nella speranza che il mare smetta di depositare sulle rive il materiale scuro. «Abbiamo tolto fino a dieci bidoni di roba al giorno – hanno aggiunto Alessandro Pennucci e Gabriele Pinelli, assistenti ai bagnanti – Ci chiediamo: quanto durerà? Cicaliamo e piliamo più volte al giorno, ma se il mare continua a sporcare la battigia, non si finisce mai». Anche Federico Torri del Nettuno è amareggiato: «I disagi ci sono. Si pulisce da mattina a sera e c’è comprensione da parte dei clienti fissi, ma un po’ meno da parte dei “giornalieri” che vengono da fuori». «Prima di accogliere i clienti mostro la spiaggia – hanno detto i titolari del bagno Luciano – Alcuni restano, ma altri scelgono di andare via, perché non se la sentono di bagnarsi in un mare così».

Anche i bagnanti interpellati sono delusi: «Vengo da Firenze da oltre quarant’anni – ha raccontato il signor Moreno, frequentatore della spiaggia pubblica vicino al porto – Ciò significa che Carrara mi piace. Trovarla così però, per non parlare delle condizioni dei servizi igienici, dispiace davvero». Concorde è la signora Vanna, di Parma: «Vengo a Marina da anni. So che a volte la mareggiata porta sporcizia, ma così non s’era mai vista. Penso ai miei concittadini che partono al sabato per venire a fare il weekend al mare». «Ricordo che una situazione simile ci fu anche l’anno scorso – ha aggiunto Daniela Luciani, avenzina e conoscitrice del litorale apuano – Ci auguriamo che chi di dovere risolva il problema quanto prima». Marco Pardi, presidente di una delle due associazioni dei balneari, spiega: «Abbiamo contattato i fornitori che ci aiutano anche in inverno nella rimozione dei grossi tronchi portati dalle mareggiate, ottenendo anche dall’Amia la disponibilità. Ma c’è molto materiale che viene depositato ogni ora. Vedremo se ci saranno delle responsabilità e intanto stiamo provando a limitare i danni». «Ringrazio l’Amia e i gestori per il grosso lavoro svolto per contenere i disagi – ha dichiarato il vicesindaco Andrea Vannucci - Non sono deputato a trovare le responsabilità, ma penso che questa situazione possa derivare dal dragaggio del Magra». Vannucci ha annunciato che oggi verrà fatto un punto tecnico per capire come arginare il materiale ancora presente nell’acqua. Non è esclusa un’azione legale, e la richiesta di spostare i lavori di dragaggio del Magra in altri momenti dell’anno.

«Abbiamo messo a disposizione tre scarrabili – ha spiegato il presidente di Amia, Gianenrico Spediacci – in collaborazione con i titolari dei bagni, è stato fatto un lavoro di pulizia in notturna, per non disturbare i turisti. Questi rifiuti avranno poi bisogno di uno smaltimento ad hoc».

David De Filippi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa