La manifestazione
Vendite auto dimezzate Concessionari in trincea
Dal 2007 a oggi oltre 4mila immatricolazioni in meno nella provincia apuana Centola (Aci): «Il mercato è saturo». Rossi (Leauto): «È dura ma non licenziamo»
MASSA CARRARA. Affonda il mercato dell’auto in provincia. Nel corso del 2013 sono state vendute a Massa Carrara meno di 5mila vetture: 4.911. Sei anni fa, nel 2007, anno indicato come l’ultimo prima della grande crisi, le immatricolazioni furono 9.239. Poco meno del doppio. La differenza è di 4.328 veicoli venduti in meno: un mercato dimezzato. E il 2014 si annuncia come altrettanto duro. Da gennaio ad aprile le immatricolazioni auto in provincia sono state 1.813; in proiezione il risultato di questi primi quattro mesi darebbe 5.439 immatricolazioni nei 12 mesi del 2014. Che farebbe 500 vetture in più rispetto al 2013. Ma neanche questa mini ripresa è sicura: le vendite del primo quadrimestre sono state spinte dagli eco-incentivi varati dal governo – i cui effetti sono stati però, a parere dei concessionari, “molto modesti” – e da un ritorno all’acquisto sul piano nazionale che si è però subito spento.
Basta un’occhiata all’andamento delle immatricolazioni negli ultimi anni per capire la portata del problema, che sta mettendo in ginocchio i venditori di marchi piccoli e grandi e di quasi ogni fascia di prezzo.
Nel 2008, considerato il primo anno della crisi mondiale, le vendite in provincia furono 7.977, quasi 1.300 in meno rispetto all’anno precedente. L’anno successivo, il 2009 il numero di nuove auto immesse sul mercato apuano (che non comprende, ovvio, i massesi o carraresi che acquistano auto in altre zone) è più o meno stabile: 8.113 immatricolazioni. Da allora, un crollo verticale. Nel 2010 si scende a 7.083 veicoli immatricolati: meno 1.030 rispetto al 2009. Nel 2011 scendono ancora a 6.653. Nel 2012 è ancora peggio:le vendite scendono a 5.245 vetture. Infine il 2013, quando le immatricolazioni si collocano sotto la soglia simbolica delle 5mila unità: 4.911.
«L’auto è la cartina tornasole dell’ economia di un paese. Se va male l’auto, va male tutto il paese», dice Massimo Rossi, titolare di Leauto-Rossi, concessionario del gruppo Fiat (Fiat, Lancia, Alfa). Infatti: a Massa Carrara l’economia va malissimo e il mercato dell’auto anche.
«Quello dell’auto – analizza Angelo Centola, direttore dell’Aci provinciale – è un mercato maturo, in saturazione. Un mercato di sostituzione più che di allargamento dei potenziali acquirenti. E l’auto, anche per effetto della crisi, non è più vista, almeno da una parte consistente della popolazione, come un bene primario; nella scala di priorità di molti è scesa di diversi gradini. La gente si tiene il veicolo vecchio e, se può, si sposta con i mezzi pubblici». L’unica possibilità per la ripresa del mercato, dice ancora Centola, «sta nello sviluppo del noleggio a lungo termine, il leasing, il car sharing...».
Intanto, i concessionari, fanno i conti con saloni sempre più vuoti. «Cerchiamo di resistere in un quadro difficile dove ai problemi generali di riduzione della capacità di spesa si aggiunge una pressione fiscale sugli automobilisti (dall’assicurazione al bollo) ormai insopportabile», dicono alla Toyota dei Fratelli Andreazzoli, una delle più affermate concessionarie della città.
«Car sharing, noleggio a lungo termine? Ci credo poco: sono formule adatte ai centri metropolitani, non a realtà come la nostra dove il servizio pubblico non funziona», commenta a sua volta Rossi della Leauto. Il quale non vede altra soluzione che attendere tempi migliori: «Non possiamo che continuare a cercare di offrire ai clienti il servizio migliore e a fare prodotti di qualità». Resistere, dunque, anche se è dura: «Nel 2007 vendevamo 3.400 auto l’anno, oggi 2.700. Ma pur in queste difficoltà non abbiamo tagliato il personale (oltre 30 dipendenti): sono lavoratori preziosi che si impegnano moltissimo. Con sacrificio, ma li abbiamo tenuti tutti».
Claudio Figaia
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