Il Tirreno

«Mi uccido», e si barrica in casa

«Mi uccido», e si barrica in casa

Paura a Mirteto. La polizia ha fatto irruzione nell’abitazione e lo ha bloccato

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MASSA. Si è barricato in casa minacciando di togliersi la vita dopo che quelli del Sert gli hanno consegnato la dose di metadone. La stessa dose che gli portavano a domicilio una mattina sì e una no da quando stava tentando di vincere la sua dipendenza dalla droga. Quando l’uomo ha visto che la quantità non era diminuita ha capito che per lui il ricovero in comunità era ancora lontano e ha dato in escandescenza. È rimasto da solo per qualche ora nella sua cameretta e poi ha iniziato a inveire contro tutto e contro tutti. Non appena un vicino ha cercato di calmarlo ha detto che si sarebbe tolto la vita e avrebbe ucciso chiunque avesse tentato di avvicinarlo. Da quel momento in via Salvetti, a Mirteto, è stato panico puro. La strada è stata bloccata e sono intervenute le forze dell’ordine: polizia, carabinieri, vigili urbani, finanza e vigili del fuoco. Un’ora ad alta tensione risolta da un blitz nell’appartamento studiato a tavolino dal capo della squadra mobile Antonio Dulvi Corcione, dal vicequestore Alessandro Gini e dal commissario Gabriele Biasini, capo delle Volanti. Nell’abitazione oltre a quelli della mobile sono entrati anche gli agenti delle volanti, una decina di uomini in tutto: una parte dalla finestra davanti e gli altri dal retro. Il cinquantacinquenne era sdraiato nel letto, mezzo stordito dal metadone, accanto a sé aveva un paio di forbici che non ha fatto in tempo a brandire perché è stato placcato dai poliziotti che si sono avventati su di lui per impedirgli di fare del male a sé e agli altri. Poi l’uomo è stato portato all’ospedale e lì ricoverato, decideranno oggi se trattenerlo con un trattamento sanitario obbligatorio. Ma per questo occorre la firma del sindaco.

La prontezza operativa della polizia è stata decisiva perché il timore era che l’uomo avesse delle armi da fuoco in casa. Quelli delle volanti hanno fatto un rapido controllo nella banca dati della questura per vedere se aveva un porto d’armi e quando hanno visto che l’esito della ricerca era stato negativo hanno dato retta al loro intuito e si sono buttati seguendo il piano di Corcione.

Al termine del blitz, in via Salvetti - nel cortile della palazzina dove abita il cinquantacinquenne si erano riunite una ventina di persone - si è levato un applauso sincero indirizzato alle forze dell’ordine. E al gesto spontaneo si sono uniti anche i clienti di un bar che si trova proprio accanto alla palazzina dove è scoppiato il trambusto. Agli agenti che lo hanno bloccato il cinquantacinquenne ha detto poche parole: «Voglio andare in comunità, aiutatemi perché la droga mi sta uccidendo». Ha già tentato in passato di togliersi la vita.

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di Redazione web