Il dolore
«Istruttorie semplificate per la bonifica del Sir»
L’assessore regionale Bramerini risponde a Fdi: massima attenzione sulle aree compresa quella della ex Rumianca che è rimasta nel Sin
CARRARA. «Le procedure di accertamento e bonifica per il Sir di Massa Carrara sono state definite. Contestualmente sono stati avviati processi di semplificazione per le numerose istruttorie lasciate in sospeso in sede ministeriale, per quelle nuove che sono state presentate ed è in corso di definizione un percorso che possa portare alla definitiva bonifica dell’area». Questa la risposta dell’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini all’interrogazione presentata dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Marina Staccioli, circa la bonifica del Sin-Sir apuano. Ricordiamo che il Sir è la parte del Sin passata sotto il controllo della Regione. Nella sua interpellanza l’esponente dell’opposizione aveva ricordato lo studio epidemiologico “Sentieri”, voluto dall’Istituto superiore della sanità e il dossier di Legambiente “Bonifiche dei siti inquinati: chimera o realtà?”, dai quali si evince che nella nostra provincia vi sono 170 decessi in più ogni anno che sarebbero derivanti dalla contaminazione ancora presente nel Sin (sito di interesse nazionale per le bonifiche) e che Massa Carrara figura ancora oggi tra le zone in cui sono state evidenziate patologie «per esposizione a metalli pesanti e a composti alogenati» e tra i siti dove l’amianto è uno dei cancerogeni più presenti, con eccesso di mortalità per tumore della pleura.
La Staccioli chiedeva anche chiarezza in merito all’area Syndial (ex Rumianca) di Avenza, dove «si potrebbero trovare residuati bellici ed armi chimiche sotterrate e finora mai cercate», citando anche il verbale della conferenza dei servizi decisoria sul Sin apuano, convocata il 30 ottobre 2007 al ministero dell’Ambiente, che individuava nell’ex Rumianca “una falda contaminata da veleni come fitofarmaci, solventi aromatici clorurati, alifatici clorurati, ione ammonio, arsenico, solfati, nitriti e floruri, in concentrazioni in alcuni casi 800 volte superiori ai limiti stabiliti”.
Secondo la rappresentante di Fratelli d’Italia, un dato di rilievo è gli inquinanti sarebbero stati rinvenuti anche in alcuni terreni per i quali risulterebbe già rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica da parte della Regione, come l’area della ’ex Italiana Coke di Avenza (procedura precedente al Dm 471/99), costringendo ad intraprendere ulteriori procedimenti di decontaminazione.
«Da analisi effettuate su terre di scavo provenienti dai lotti 11 e 12 dell’ex Cokapuania, datate settembre 2009 ed eseguite sotto la responsabilità dell’Arpat di Massa, -scriveva la Staccioli- emergono valori superiori per sostanze tossiche quali idrocarburi poliaromatici, metalli, solventi e fenoli».
Riguardo all’area ex Rumianca la Bramerini ha replicato che essa è rimasta di competenza ministeriale, ma che tuttavia, vista anche la particolare delicatezza del caso, la Regione si impegna a garantire una particolare attenzione.
L’assessore ha inoltre confermato che, qualora dovessero emergere evidenze di contaminazione in aree oggi di competenza regionale e già restituite agli usi legittimi a seguito di accertamento di non contaminazione o a certificazione di avvenuta bonifica, l’amministrazione provvederà ad attivare un nuovo procedimento.
La rappresentante istituzionale ha anche espresso l’intenzione di rinnovare l’accordo di programma del 2011 con il ministero dell’Ambiente per la bonifica unitaria della falda del Sin-Sir apuano, a cui la Regione contribuisce con 2 milioni di euro.
David Chiappuella
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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