Attenzione
«Cava Fornace, rischio bomba ecologica»
L’allarme del comitato XX Settembre: il progetto dell’impianto di depurazione è molto pericoloso
MONTIGNOSO. «La discarica di Cava Fornace rischia di diventare una bomba ecologica per tutto il territorio Apuoversiliese». La pensa così il comitato XX settembre di Montignoso, che si unisce alle numerose associazioni ambientaliste, manifestando le sue preoccupazioni sui rischi che comporta il progetto di un impianto di depurazione (per poi sversare le acque di risulta del percolato nella Fossa Fiorentina che alimenta il Lago di Porta), presentato dai gestori della discarica.
«Il nostro comitato- scrivono i responsabili di XX settembre- ritiene che questo progetto sia folle per le conseguenze che potrebbe avere sull'ambiente e sulla qualità della vita non soltanto degli abitanti del comune di Montignoso, ma anche per tutta l'area di costa tra Forte dei Marmi, Pietrasanta e Ronchi su Massa. Immettere acque inquinate, seppur trattate, nel reticolo idraulico del Lago di Porta significa rischiare di compromettere le falde che vanno ad alimentare l'acquedotto di Montignoso, che riesce a soddisfare la domanda d'acqua grazie ai pozzi di Renella. È dai pozzi della pianura, infatti, che l'acqua viene spinta nei serbatoi collinari per poi essere ridistribuita su tutto il territorio».
«Purtroppo- continua il comitato- si stanno avverando le tristi previsioni di chi ha sempre sostenuto che l'autorizzazione di una discarica di rifiuti speciali tout court nella ex Cava Viti fosse un errore clamoroso con conseguenze che riusciremo a valutare nei prossimi decenni. L'unica possibilità- caggiunge XX settembre- per far funzionare una discarica nell'area di Porta era quella di destinarla ai residui della lavorazione del marmo (marmettola di granito) e ai materiali inerti. Il nostro allarme è condiviso anche dai rappresentanti del Comune di Forte dei Marmi, come appare dalla lettura dell'articolo apparso sulla stampa locale che riporta le serie preoccupazioni del Sindaco Umberto Buratti, relative al progetto di realizzazione del depuratore».
«Ci auguriamo- conclude il comitato- che adesso la politica e il buon senso tornino a prevalere nella vicenda di Cava Fornace e si limitino i già pesanti danni prodotti vietando la costruzione di questo impianto di trattamento dei reflui nella discarica. Chiediamo poi che si ripristino controlli aggiuntivi sui conferimenti, inspiegabilmente eliminati dall'«mministrazione guidata dal sindaco Buffoni, destinando una parte delle royalties incassate dal Comune a finanziare analisi periodiche sui piezometri per monitorare il grado d'inquinamento dell'area del Lago di Porta». (mda)
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