Finanza
Parco eolico, dopo i test si parte davvero
ZERI. Ormai è quasi tutto pronto. I cinque aerogeneratori che ormai da inizio anno fanno mostra di sé sull’orizzonte del cielo zerasco sono pronti ad iniziare la loro attività a pieno regime. Infatti...
ZERI. Ormai è quasi tutto pronto. I cinque aerogeneratori che ormai da inizio anno fanno mostra di sé sull’orizzonte del cielo zerasco sono pronti ad iniziare la loro attività a pieno regime. Infatti il Parco Eolico “Vento di Zeri”, composto da cinque pale eoliche (Vestas V90) di oltre 120 metri di altezza sul monte Colombo e realizzato dalla ditta milanese Fera (Fabbrica energie rinnovabili alternative) Srl, sembra ormai pronto ad avviare a pieno ritmo la fornitura di energia elettrica già allacciata alla rete elettrica nazionale dal dicembre 2013. Infatti l’impianto in questi mesi di testaggio ha risposto alla perfezione alle prove cui è stato sottoposto e quindi ha ottenuto il pieno nulla osta per poter passare dalla fase di prova (con l’impianto che andava al 30 – 40% del potenziale reale) a quella di piena attività. Sembra quindi ormai alle spalle le difficoltà che hanno intrecciato la realizzazione dell'impianto e che aveva visto un nutrito gruppo di associazioni ambientaliste presentare un ricorso al Tar della Toscana (che lo ha respinto nel settembre scorso) per ottenere l’annullamento della delibera della giunta regionale toscana che aveva concesso il via libera.
Ma ora, le polemiche sembrano ormai finite e si attendono le ultime opere in atto, prima dell’avvio dell’attività a pieno regime. In particolare si terranno lavori di ripristino idraulico, per preservare il suolo dall’azione erosiva esercitata dalle acque piovane, e ambientale, per restituire (o quantomeno cercare di renderlo più simile possibile) al sito la morfologia originaria e favorire sia l’inerbimento delle aree che hanno subito i movimenti di terra, sia il ripristino spontaneo dell’habitat.
In base agli studi del vento condotti dal 2008 dai rappresentanti della Fera, si stima che, a regime, le cinque pale produrranno intorno ai 20GWh/annui, energia elettrica sufficiente a soddisfare il fabbisogno di circa 7mila nuclei familiari.
Secondo i rappresentanti di Fera l’impianto permetterà di evitare la produzione di 10mila tonnellate di anidride carbonica e di non consumare 700mila barili di petrolio. (r.s.)
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