Sicurezza
Il Carrefour sbatte fuori Lulù «I cani non possono entrare»
Finora Lulù era andato sempre con lui a fare la spesa al Carrefour. Il barboncino, che pesa poco meno di quattro chili, se ne stava in braccio al padrone, Luca Galeotti, buono buono mentre l’uomo riempiva il carrello
MASSA. Finora Lulù era andato sempre con lui a fare la spesa al Carrefour. Il barboncino, che pesa poco meno di quattro chili, se ne stava in braccio al padrone, Luca Galeotti, buono buono mentre l’uomo riempiva il carrello. L’altro giorno però i due sono stati fermati da un’inserviente che ha impedito l’ingresso all’animale: «Nuove disposizioni, i cani devono stare fuori». Luca non ha capito il motivo del diktat, ma ha eseguito l’ordine senza fiatare. «Eravamo sempre entrati senza alcun problema», spiega.
Il problema è che al centro commerciale hanno cambiato le regole e come sempre quando si modifica la procedura c’è sempre qualche intoppo. Adesso la direzione del supermarket per smorzare la polemica spiega che si è trattato di un disguido: «I cani di piccola taglia possono entrare, l’importante è che stiano dentro un trasportino oppure in braccio». Ma Lulù è di piccola taglia ed era in braccio: perché è stato cacciato?
La storia, così come un altro paio simili, è arrivata all’orecchio del consigliere comunale Stefano Benedetti, che oltre a essere un politico è anche un amante degli animali. L’esponente di Forza Italia ha chiesto in Comune perché al Carrefour non rispettano le leggi (la nuova normativa regionale di fatto dovrebbe aprire le porte a tutti gli esseri a quattro zampe, purché sotto la responsabilità del proprietario). In particolare riguardo l’affissione davanti alle porte di ingresso di un cartello di divieto. E la risposta del comandante dei vigili urbani Santo Tavella non si è fatta attendere: gli agenti municipali hanno fatto rimuovere i cartelli e hanno parlato con il personale del supermercato. È stato ribadito che gli animali di piccola taglia possono entrare. Benedetti ha chiesto se era possibile multare la struttura per il caso Lulù e il comandante ha chiarito che non poteva farlo: «La legge regionale, nel sanzionare la violazione di numerosissimi articoli che la compongono, non prevede invece alcuna multa per questa fattispecie». Per ora la storia finisce qui. Ma almeno Lulù potrà tornare a fare la spesa.
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