Il Tirreno

Vertenza ex Imerys, “salvi” venti lavoratori

di Melania Carnevali
Vertenza ex Imerys, “salvi” venti lavoratori

Saranno assunti nell’altro stabilimento della Omya e uno di loro andrà a Milano. Dodici persone rimangono senza lavoro ma “conquistano” gli incentivi

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Alla fine l’accordo è stato trovato:venti lavoratori salvi, sei prepensionamenti e dodici a casa, ma con incentivi. L’intesa è arrivata dopo una riunione fiume tra organizzazioni sindacali e dirigenti della Omya, multinazionale svizzera che a febbraio aveva acquistato la produzione della Imerys, annunciando due mesi dopo, via fax, il licenziamento di tutti i 38 dipendenti. Ieri pomeriggio è arrivato l’ok anche dai lavoratori, che hanno dato mandato a Cgil, Cisl e Uil di sottoscrivere l’accordo. Firma che arriverà l’11 giugno. Saranno dodici i futuri disoccupati: «Da come eravamo partiti d’altronde - spiega Paolo Gozzani, segretario della Cgil - abbiamo fatto un buon lavoro. Inizialmente l’azienda sembrava irremovibile sul licenziamento di tutti i 38 lavoratori. Dopo numerosi incontri e un lungo lavoro siamo riusciti a portare a casa risultati soddisfacenti». Venti quindi i lavoratori che, dopo la chiusura dello stabilimento in via Longobarda, il 31 ottobre, verranno riassunti: 19 nell’altro stabilimento di proprietà della Omya ad Avenza - dove ci saranno cinque prepensionamenti - uno di questi, però, a tempo determinato. Un altro invece finirà, sempre a tempo determinato, a Milano sempre in una fabbrica della multinazionale svizzera. Altri sei futuri ex dipendenti della Massa Minerali verranno accompagnati al prepensionamento con incentivi all’esodo e per i restanti 12 (di cui 10 full time e 2 part time) si apre la mobilità, però con incentivi.

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