Sicurezza
«Nessun grande favore alla principessa araba»
L’assessore Petracci replica alle critiche: abbiamo concesso alla famiglia saudita ciò che altri cittadini avevano già ottenuto. Alzerà la villa e donerà 300mila euro
MONTIGNOSO. L'amministrazione comunale è decisa a sgombrare il campo da tutte le polemiche e i fraintendimenti riguardo l'ormai famosa “Variante della principessa”, ossia della variante urbanistica che la giunta Buffoni intende adottare per consentire alla figlia del sovrano saudita Adila bint Abdullaziz Al Saudi di realizzare la sua residenza vista mare a Cinquele. I critici parlano di uni “grande favore” fatto ai reali arabi, turisti da anni a Cinquale. Ma per il Comune non è così.
A spiegare tecnicamente la variante ci pensa l'assessore all'Urbanistica Eleonora Petracci: intanto la villetta non è in fascia Asip (Area strategica per interventi di prevenzione), come più volte si è detto, ma si trova in una fascia a “elevato” rischio idrogeologico; tra l'altro, gli ultimi studi hanno riqualificato l'area, che poco prima della variante risultava in un'area a rischio “molto elevato”, diminuendone, dunque, la pericolosità. Certamente il vincolo c'era: non si potevano costruire su quell'area edifici di altezza superiore a 7 metri, peccato però che, a causa di condoni vari avvenuti negli anni, tutte le abitazioni di quella zona sono molto più alte di 7 metri. La stessa casa della principessa (anch'essa condonata) oggi di metri ne conta 9,87. Il Comune, spiega ancora l’assessore, non ha fatto altro che permettere ad alcune famiglie di "portare a livello" delle altre la loro abitazione. Vero è che, se la famiglia reale avesse voluto radere al suolo la sua villetta e ricostruirla ex novo, senza la variante anticipatoria avrebbe dovuto farla alta soltanto 7 metri, e intorno ad essa sarebbero spiccate palazzine ben più alte. Con la variante (che è stata solo adottata e adesso aspetta le osservazioni prima dell'approvazione definitiva) i reali potranno avere una villetta alta massimo 11 metri e decidere quindi sia di ricostruirla completamente di questa altezza, sia di innalzare l'esistente di quel metro e 20 cm che servono, diciamo così, per vedere il mare.
Insomma, secondo l'amministrazione non si è data alla famiglia reale la possibilità di costruire una specie di mostro, o un grattacielo che spicca tra tante basse casette, o ancora peggio una cattedrale nel deserto urbanistico, ma semplicemente si è concesso ciò che gli altri cittadini di Montignoso, e residenti di seconde case a Cinquale, già avevano ottenuto. Questo il parere, naturalmente, della amministrazione, che sostiene anche che i nuovi lavori riqualificheranno l'intera area, oggi abbandonata e a tratti degradata e che, comunque, il piccolo favore di eliminare il vincolo dei 7 metri di altezza verrà ampiamente ricambiato, con i 300 mila euro donati per le scuole del paese. 300 mila euro in cambio di 120 cm di sopraelevazione. Forse, ci si può stare.
Manuela D’Angelo
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