Proteste
«Marmo, Comune trasparente»
La maggioranza respinge le accuse sui canoni e annuncia: futuro chiaro per aumentare il gettito
CARRARA. «Le notizie circa la chiusura di un'indagine della magistratura su ipotizzate responsabilità, di rilevanza penale, in merito all'accordo del 2009 tra Comune e rappresentanze associative delle imprese del lapideo, avente per oggetto la determinazione delle tariffe sul marmo escavato, generano oltre che necessità di fare chiarezza, anche oggettive perplessità». prende posizione la maggioranza politica che governa la vcittà: Pd, Psi, Prc, Pri,; Carrara Futura, Sel, Sorridi Carrara.
«Da un lato, le forze politiche che hanno sostenuto in questi anni la maggioranza, nel suo travagliato percorso (richiamato puntualmente nell'intervento del dindaco), passato attraverso i tentativi di riforma delle regole del settore e la conseguente giungla di contenziosi giudiziari, non possono che confermare come l'operato del Comune, con tutte le difficoltà incontrate, sia sempre stato improntato alla massima correttezza e trasparenza amministrativa, per cui risulta veramente difficile condividere la supposizione che questo percorso, nei suoi passaggi del 2009 (peraltro privi di reale efficacia) possa essersi intrecciato con la ipotizzata volontà di tutelare, in danno della collettività, gli interessi di alcuni».
«Dall'altro, – dice la maggioranza – la perplessità su come sia possibile conciliare l'idea che detti accordi siano stati, al tempo stesso, stipulati "al ribasso" in modo presuntivamente funzionale a privilegiare ingiustamente il mondo delle imprese e, contestualmente, rigettati proprio da una parte importante di quel mondo delle imprese perché ritenuti "troppo onerosi"».
«Il Procuratore della Repubblica accusa l'intera amministrazione comunale che l'importo da corrispondersi al Comune è stato troppo basso ed ha creato vantaggio agli imprenditori, mentre questi fanno causa al Comune perché ritengono di avere pagato fin troppo, con il Tar che accoglie le loro ragioni con una sentenza che, nel frattempo, sta creando un danno alle casse comunali oltre che oggettivo caos sull'intera materia». Così la maggioranza politica invita la magistratura «a procedere speditamente per giungere alla conclusione del proprio lavoro affinché tutto possa essere chiarito in tempi rapidi ».
E aggiunge: «La situazione non può essere "cavalcata" da chi oggi vorrebbe spingere l'amministrazione, alla vigilia della imminente rivoluzione normativa del sistema marmo (con nuovo regolamento e nuove norme), ad abbandonare il percorso già intrapreso di sinergia con la Regione, per lanciarsi in una "solitaria avventura riformatrice", per la sola gioia di chi auspica che, così facendo, si commetta qualche "passo falso" ».
Le forze di maggioranza sono convinte «che sarà fatta chiarezza sulle scelte del passato; per il futuro il percorso è chiaro e disegnato: attraverso il connubio di nuova Legge Regionale e nuovo Regolamento degli Agri Marmiferi, la città otterrà il riconoscimento integrale del suo patrimonio indisponibile, così come nuove metodologie di determinazione dei canoni di concessione-autorizzazione, che possano aumentare la remunerazione per le casse comunali con uno sviluppo sostenibile del settore che crei stabilità e posti di lavoro».
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