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Ticket, nuove regole e rischio salasso

Ticket, nuove regole e rischio salasso

Con il sistema digitale chi non presenta la dichiarazione finisce nella fascia di reddito più alta. L’Asl: aggiornate i dati

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MASSA. Sai che la tua fascia di reddito è la più bassa e che il ticket (quello nazionale) per la visita prenotata è di 22 euro, così fai un bel sobbalzo quando l’operatrice ti presenta un conto da 52 euro. Tutta “colpa” delle nuove regole in materia di certificazione e Isee. Regole per cui l’attribuzione della fascia, al momento del pagamento ticket, scatta in automatico.
Sanità senza carta. Tutto rientra in un progetto di dematerializzazione della sanità. Addio carta: i dati viaggiano in digitale. Dal 1° luglio - salvo proroghe - vai dal tuo curante, lui ti visita, decide che devi assumere un medicinale e, per prescrivertelo, non impugna la penna, ma si affida ad un paio di clic sul computer. E la richiesta entra in una rete a cui accedono tutte le farmacie. Ti presenti, tessera sanitaria alla mano, e acquisti le compresse prescritte. Stesso iter per le visite ambulatoriali: computer e dati che viaggiano nel software di tutte le aziende sanitarie italiane.

E sulla ricetta “digitale” - eccoci al nocciolo della questione - compare, in automatico, anche la fascia di reddito attribuita dal ministero delle finanze, sulla base della dichiarazione. Ma se le informazioni inserite non sono corrette e tu risulti milionario nonostante tiri avanti con una pensioncina, beh, nè il medico di base, nè il farmacista possono farci nulla, non sono autorizzati ad entrare nel sistema e modificare i dati. Nè tu poi scegliere di autocertificare, sul momento, la tua condizione economica.

I rischi per i pensionati. L’inghippo sta proprio nei dati forniti dal ministero. Se nella lista tu non ci sei perché non presenti dichiarazione dei redditi, il programma informatico non perde un secondo e ti inserisce nella fascia di reddito più alta (oltre 100mila euro) e - di conseguenza - ti tocca sborsare il ticket aggiuntivo (quello regionale) più salato, pari a 30 euro per le prestazioni mediche (4 per la singola confezione di medicinale).

Ecco allora il povero pensionato di cui parlavamo all’inizio con gli occhi sbarrati perchè risulta così “ricco” che la visita gli costa 52 euro. E a non comparire nella lista ministeriale - qui sta il problema - sono in parecchi: tutti quelli, dicevamo, che non presentano la dichiarazione dei redditi. Non soltanto i pensionati, quindi, ma anche i lavoratori dipendenti che hanno solo il Cud e che, fino ad ora, hanno autocertificato il reddito. Non risulta comunicazione, non compaiono nella lista ministeriale, quindi “il cervellone” informatico li inserisce nella fascia più alta e li costringe a pagare un conto salato.
Contttare subito l’Asl. Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, è meglio portarsi avanti e, prima del 30 giugno, fare un po’ di coda ai centri prenotazioni e verificare che i dati in possesso dell’Asl (quelli forniti da Roma) corrispondano al vero.

Il dottor Enrico Raggi è il responsabile dei servizi Cup dell’azienda apuana. Ricorda ai pazienti che vale la pena fare un salto ai distretti e accertarsi del reddito, soprattutto se non si è presentata la dichiarazione. Anche chi l’avesse presentata - puntualizza comunque Raggi - potrebbe rilevare errori perché - chiarisce - «la documentazione fiscale in possesso del ministero e inserita nel sistema è relativa ai due anni precedenti». Dunque, attualmente al 2012. Ma se il 2013 ti ha costretto a fare i conti - è il caso di dirlo - con un reddito molto più basso, magari per problemi di lavoro, vale la pena che tu ti faccia avanti e chieda un aggiornamento.

Tutto ok per le esenzioni. Nessun problema e nessun rischio per i più poveri e per i più ricchi.

Chi è esente per reddito, infatti, non avrà a che fare con dati sbagliati relativi al suo reddito. Chi è nella fascia più alta, oltre i 100mila euro, invece pagherà comunque il massimo. Per tutti gli altri meglio fare un salto all’Asl per dormire sonni tranquilli ed evitare salassi.

Chiara Sillicani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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