Sicurezza
Ex Eaton, la tenda del lavoro trasloca
Gli operai mantengono gli impegni. Pitanti (Rsu): adesso tocca alle istituzioni fare la loro parte
MASSA. Dal 2011 troneggiava davanti ai cancelli della fabbrica ed era diventata il simbolo della lotta operaia. Il punto di ritrovo, ogni mercoledì, dei lavoratori e il luogo di nascita delle rivendicazioni delle tute blu. Ieri pomeriggio, dopo tre anni di attività, la tenda dei lavoratori Eaton ha traslocato, come da accordi con la proprietà. Il 30 maggio si è chiusa, infatti, la prima partita della vertenza Eaton: la firma del protocollo d’intesa per la vendita dell’area - lo hanno sottoscritto Iglom, i rappresentanti sindacali di Fiom, Fim Cisl, Uilm, i delegati della Rsu, il sindaco Alessandro Volpi e il commissario della Provincia Osvaldo Angeli - in cui è prevista l’assunzione di 70 ex dipendenti della multinazionale da parte della Iglom di Emilo Ricci, più un contratto a tempo indeterminato per altri 40 lavoratori dell’altro stabilimento della società, attualmente precari. In cambio, i rappresentanti sindacali, avevano assicurato di togliere la tenda, per permettere il transito dei mezzi funzionali alla costruzione del nuovo stabilimento. Accordi mantenuti. Ieri è stato l’ultimo giorno di lavoro per quel tendone bianco, che per tre anni, ogni mercoledì, ha ospitato le assemblee dei lavoratori, raccogliendo istanze, proposte, lamentele. Adesso la tenda, con la sua storia, ha traslocato nell’area limitrofa - non di proprietà della Iglom - pronta però «a riprendere il suo posto e la sua funzione - commenta Alessio Castelli (Fiom) - se gli accordi non verranno mantenuti». La reindustrializzazione dell’area Eaton è partita. A luglio - secondo i piani - dovrebbe partire l’attività con la messa in opera dell’impianto e partiranno le prime assunzioni che dovrebbero completare (i 70 ex Eaton e i 40 Iglom) a fine 2015. «A breve partiranno i colloqui dei lavoratori - fa sapere Castelli - e a fine anno l’azienda dovrebbe essere operativa». Ma adesso la vertenza si gioca tutto sui 160 lavoratori restanti (nel 2008 i licenziati furono 345, ma adesso sono circa 230 quelli in attesa di ricollocarsi), il cui futuro dipende dalla reindustrializzazione dei 13mila metri restanti dell’area Eaton (non acquistati da Ricci) più i 30 della Solvey Bario, che verranno acquistati dal Consorzio Zia con i fondi regionali. «I lavoratori hanno dato la loro parola - commenta Gioacchino Pitanti, rsu della Cgil - e l’hanno mantenuta in tempo reale. La tenda è stata tolta prima che ci potessero staccare la corrente. Ora spetta alle istituzioni mantenere la parola. Tocca a Regione, Comune e Consorzio far sì che quei 5 milioni promessi servano veramente per la reindustrializzazione dall’altra area e il reintegro dei lavoratori. Spetta a loro anche garantire gli ammortizzatori sociali promessi».
Melania Carnevali
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