Proteste
Sub in azione per controllare sott’acqua
MASSA. C’è una rete arancione lunga 150 metri e c’è un cartello: nella spiaggia libera di fronte alla colonia Torino - dovremmo piuttosto chiamarla terrapieno - non si entra. Nè ci si può concedere...
MASSA. C’è una rete arancione lunga 150 metri e c’è un cartello: nella spiaggia libera di fronte alla colonia Torino - dovremmo piuttosto chiamarla terrapieno - non si entra. Nè ci si può concedere una bella nuotata e non perché le acque siano inquinate (leggi il box), ma perché da quelle parti qualcuno, nei decenni passati, ha abbandonato materiale di ogni tipo, dai mattoni agli pneumatici. Il mare si è portato via la sabbia che li ricopriva e adesso eccolì quei rifiuti, distesi al primo sole d’estate. Eppure c’è chi a farsi un bagno da quelle parti - lì da sempre l’acqua è limpidissima - non rinuncia. Sprezzante del pericolo, oltrepassa la rete e via libera alle bracciate. Palazzo civico l’eventualità l’ha messa in conto: la determinazione dirigenziale che istituisce divieto di accesso e balneazione impone, entro 10 giorni, anche l’installazione di più robusti montanti in ferro e di una rete elettrosaldata.
I tecnici di Palazzo civico sono già al lavoro, l’attenzione è focalizzata su una parte dell’area, quella lato Carrara in cui si concentra la maggior parte del materiale pericoloso. Il Comune si sta muovendo gomito a gomito con la Capitaneria: nei prossimi giorni fisserà con Asmiu, la società di raccolta rifiuti, un calendario per la rimozione.
Già “assoldata” una equipe di esperti subacquei che dovranno passare al setaccio anche i fondali antistanti la spiaggia per verificare la presenza di laterizi, pneumatici o di quanto possa rendere pericolosa la balneazione.
Certo per l’intervento risolutivo non è escluso che l’amministrazione comunale debba chiedere una mano alla Regione per far fronte alle spese e riconsegnare - finalmente e una volta per tutte - quel tratto di arenile alla collettività.
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