La manifestazione
Pneumatici e cemento, spiaggia chiusa
Divieto di accesso e di balneazione davanti alla Colonia Torino. E per un intervento risolutivo servono migliaia di euro
Interdetta la spiaggia libera davanti alla colonia Torino: accesso vietato e niente bagni, la zona deve essere ripulita. Una pulizia particolare, un “recupero ambientale” lo definisce Palazzo civico.
Una trentina di anni fa qualcuno realizza un riempimento del terrapieno gettando di tutto e di più. E nel “piazzale” finiscono anche mattoni e residui della lavorazione del marmo. Ma la sabbia è tanta e quello che ci sta sotto rimane un mistero. La natura, però, cambia le carte e l’erosione rivela cosa si nasconde sotto la sabbia. È il 2008 quando l’area finisce sotto sequestro (a disporlo è la Finanza). Nella primavera del 2009 (dopo il disequestro) il Comune, con il supporto dell’Asmiu, fa un intervento di pulizia. Non definitivo e risolutivo, però. Così quando il mare torna ad erodere - siamo all’attualità - ecco fare bella mostra di sè, sulla spiaggia, mattoni, plastiche, bitume e, a completare il quadro, cemento con tanto di ferri d’armatura. La Capitaneria impone, a garanzia della sicurezza pubblica, la chiusura dell’area. Addio anche ai bagni: non è escluso che i “rifiuti” siano finiti sotto il livello dell’acqua. Palazzo civico esegue: rete arancione per circa 150 metri (corrispondente alla vasca delimitata da due scogliere) e divieti di accesso e di balneazione.
E adesso arriva il difficile: intervenire, stavolta definitivamente, nell’area antistante la colonia Torino. E non si tratta di rimuovere soltanto il materiale superficiale, il duro del lavoro è scavare per un paio di metri e assicurarsi che là sotto non si siano nascosti altri mattoni, pneumatici, lastre di fibrocemento. Non una cosa da poco e il nocciolo della questione - come sempre accade - sono soldi e burocrazia. L’area è all’interno del Sir (sito di interesse regionale) e per ripulirala servono centinaia di migliaia di euro.
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