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Piscina, il Comune rescinde il contratto

Piscina, il Comune rescinde il contratto

Palazzo civico dà 20 giorni per consegnare l’impianto. Il gestore: a decidere deve essere il giudice

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MASSA. È un testa a testa senza esclusione di colpi. Il Comune ritiene che la società che gestisce la piscina non abbia realizzato quanto indicato nel capitolato. Palazzo civico è certo che abbia piuttosto commesso alcune (5 per l’esattezza) irregolarità. E il contratto parla chiaro: se quanto previsto dalla convenzione non è stato realizzato scattano le penali. Per una cifra, in questo caso, di 21mila euro. Il Comune quei soldi vuole metterli in cassa ed è pronto a rifarsi sull’importo della fidejussione. La società non sta a guardare: certa che quello di via Porta Fabbrica «sia un vero e proprio accanimento», presenta le sue controdeduzioni, ma non convince la controparte.

Palazzo civico va oltre e si appella all’articolo 24, comma 4, del capitolato: se scattano tre penali in un anno (in questo caso le penali sono 5), l’amministrazione può rescindere il contratto. Tradotto: riprendersi la piscina. E la decisione è contenuta, nero su bianco, in una determinazione dirigenziale. Al gestore “sono concessi” 20 giorni dalla notifica dell’atto per - citando testualmente - «consegnare l’impianto natatorio a personale di questo Comune che provvederà a redigere apposito inventario». E nel caso in cui, trascorso il termine, Butterfly non restituisca le chiavi, il Comune «provvederà - sempre per citare la determinazione - al recupero forzoso dell’impianto».

Addio, quindi, alla via della conciliazione di fronte ad un giudice, via che il gestore aveva scelto di percorrere. In tribunale si va comunque, ma per il ricorso presentato dalla società contro la rescissione del contratto,una decisione - spiega Butterfly - assunta «unilateralmente dall’amministrazione». La società assicura che lascerà l’impianto di viale Roma soltanto dopo la pronuncia di un giudice e si riserva di inoltrare anche richiesta di risarcimento (lo stesso Comune contempla quella ipotesi) in caso di sentenza favorevole.

Certo è che, comunque vada, si profila un rischio concreto, quello di una piscina contesa e di utenti allo sbaraglio. Anche se il primo cittadino assicura che il servizio sarà garantito e la piscina rimarrà aperta per tutta l’estate. Non rimane che aspettare lo scadere dei venti giorni e verificare gli eventi.(C.S.)

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