Il Tirreno

Il sindaco “privilegi zero”: «Stiamo cambiando la città»

Il sindaco “privilegi zero”: «Stiamo cambiando la città»

«La politica è una missione civile, per questo rinuncio a tutti i rimborsi e benefit Non ho un sogno? Sono realista. Se avessi soldi li userei per la sicurezza idraulica»

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MASSA. Chiamatelo sindaco “privilegi zero”. Alessandro Volpi, a un anno esatto dal suo insediamento in municipio fa un primo bilancio da primo cittadino. Davanti ai media locali parla a lungo delle difficoltà di amministrare una città, in una fase in cui i Comuni subiscono tagli pesanti e su cui si ripercuotono le conseguenze della crisi. Parla della fatica e della passione del mestiere di sindaco, delle cose fatte e quelle da fare, delle novità della sua sindacatura. Ne viene fuori il quadro di una amministrazione impegnata ventre a terra a fare quadrare i conti ma anche un poì incapace di sognare.

Volpi rivendica con forza e passione l’opera sistematica di riduzione delle spese superflue che hanno dato il segno a questi primi dodici mesi della sua amministrazione. Via le auto blu, via i telefonini “aziendali”, basta con gli ingressi gratis a stadio e teatro; cancellate le spese di rappresentanza. «Abbiamo ridotto all’osso i costi della politica, cancellato i privilegi, composto una giunta di soli cinque assessori... Anche i rimborsi abbiamo eliminato: a Firenze e Roma per missioni istituzionali ci andiamo a spese nostre. Abbiamo anche modificato le retribuzioni dei dirigenti, legando il 55% dei loro stipendi ai risultati. Non credo che molti comuni lo abbiano fatto...». Tagli che sono l’esempio, anzi l’essenza della buona politica, dice il sindaco: «Abbiamo tolto dal bilancio qualcosa come 2 milioni di euro. Ma, attenzione, non si tratta soltanto di mero risparmio. Questo è un cambio di mentalità radicale. Noi, intendo io e i miei assessori, lavoriamo anche a sera, facciamo giunta di domenica. Lo facciamo perché intendiamo la politica come un servizio civico alla collettività. Un servizio che non ha bisogno di privilegi. Ogni giorno incontro persone che soffrono, che hanno perso il lavoro. Come potrei ascoltarli senza liberarmi dei privilegi di status?» Un sindaco francescano, tendenza Bergoglio. Convinto di tracciare una strada da cui sarà difficile tornare indietro: «Le future amministrazioni non potranno non tenere conto di queste novità. Lasciamo un eredità».

Non è solo questo, però, il risultato che Volpi il calvinista mette in mostra a un anno di vita del suo mandato. C’è anche uno sforzo più generale di contentimento delle spese di gestione che ha permesso di non aumentare i costi a carico dei cittadini. «Le tariffe di mense, asili, scuolabus non sono aumentate lo scorso anno e non aumenteranno quest’anno. Nel contempo, siamo riusciti a non ridurre la spesa per istruzione, sostegno al disagio sociale, emergenza abitativa». Un risultato. Come risultati da mettere nella casella del “già fatto” sono anche – elenca il sindaco – il rilancio della cultura «con un teatro Guglielmi riaperto ad agibilità piena che ha ospitato una stagione importante ma anche jazz e teatro dialettale»; così come un cartellone estivo «ricco e articolato capace di fare da traino alla stagione estiva».

E poi i lavori pubblici, le opere per mettere in sicurezza un territorio fragile che va sott’acqua e frana ad ogni acquazzone. «Il passaggio da Sin a Sir, la deperimetrazione di tutta l’area tra Frigido e Magliano, consentono oggi interventi di risanamento idrogeologico più rapidi, danno certezza su come e dove si può costruire. Ci stiamo impegnando nella lotta all’erosione, abbiamo ormai completato la nuova scogliera sul Magliano, sono iniziati i lavori per il rifacimento del mercato coperto. Stiamo definendo la Ztl a Marina e quella in centro. Metteremo i varchi elettronici per sorvegliare la zona a traffico limitato, gli stanziamenti saranno nel bilancio di previsione».

Sullo stabile a rischio crollo di via Pisacane, Volpi annuncia di avere reperito i finanziamenti che consentiranno una manutenzione straordinaria dell’edificio e poi la demolizione; per costruirne uno nuovo nel parco accanto.

Sulla sanità dice no «a salti nel buio»: con le trasformazioni che porterà il nuovo ospedale, «bisogna dare continuità ai servizi territoriali senza cercare soluzioni ex novo». Cioè: niente distretto in area stazione, sì al potenziamento del centro di via Bassa Tambura.

Sul turismo parla della necessità di migliorare la Partaccia e annuncia una riduzione della tassa di soggiorno.

Per quanto riguarda le cave e la questione parco, spiega che il Comune «intende seguire le linee dettate dalla Regione».

C’è, nella sua riflessione, l’ammissione che il lavoro da sindaco è duro e complesso. Ma anche capace di dare impagabili soddisfazioni. «Come il senso di comunità che ho percepito proprio i questi giorni con la celebrazione delle coppie più longeve, che hanno fatot la storia della città, o come alla cerimonia del 2 Giugno».

Non c’è invece, una “vision” definita. Un sogno di una città più ecologica, più turistica, più commerciale, più “qualcosa”. «Non è mancanza di progettualità, ma realismo – replica Volpi – Oggi non aumentare le tasse è già un’impresa e i cittadini ne sono consapevoli. Beh, potrei sforare il patto di stabilità, spendere soldi che non abbiamo. E magari lasciare 60 milioni di debito come hanno fatto amministrazioni vicine (il riferimento è al Comune di Viarteggio ndr.). Preferisco di no».

Ma se il governo Renzi darà seguito all’annunciato “Sblocca Italia, favorendo la ripartenza delle opere pubbliche, il Comune quali priorità darà? «Gli uffici stanno valutando. Comunque, la lettera di Renzi non l’ho ancora vista», è la risposta.

E se, come per miracolo, domani il Comune avesse qualche milione di euro da spendere, come li userebbe? «Per rendere più sicuro questo territorio così fragile complesso e difficile. Lì gli investirei. Quella è la prima priorità».

Claudio Figaia

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