Attenzione
«Canoni del marmo, va istituito l’osservatorio prezzi»
Il vice sindaco ribadisce le difficoltà di stabilire le tariffe Il M5S incalza: la negoziazione non ha dato certezze
CARRARA. «Se c’è un metodo perfetto e incontestabile per stabilire i valori di mercato del marmo, qualcuno ce lo dica. Ben venga. E’ a questo fine, che il Comune inserirà nel nuovo regolamento degli agri marmiferi l’istituzione dell’Osservatorio dei prezzi, con le stime su qualità e tipologie delle produzioni, per rendere più facile stabilire i canoni di concessione. Finora, abbiamo avuto ricorsi delle aziende, e arbitrati». Il vice sindaco Andrea Vannucci commenta così gli ultimi sviluppi della questione cave, finita nel mirino della Procura secondo la quale, dall’indagine che si è concentrata sull’accordo del 2009 tra Comune e 4 associazioni di categoria, Cna, Confartigianato, Api e Lega cooperative (Assindustria non ha firmato nel 2009) i canoni comunali sarebbero stati calcolati su valori più bassi di quelli reali del mercato. L’indagine è sfociata in 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, con l’ipotesi di abuso d’ufficio a carico del sindaco Zubbani, del vice sindaco Vannucci, di parte degli assessori attuali (Andreazzoli, Bernardini, Bernardi, Benedini) e alcuni della giunta 2009 (Dell’Amico, Zanetti, Nannini), di rappresentanti delle 4 associazioni firmatarie dell’accordo del 2009 (Gianfracno Oligeri di Confartigianato, Antonio Chiappini di Cna, Massimo Maggiani dell’Api, Chiara Grassi della Lega coop), dei dirigenti comunali Marco Tonelli e Stefano Pennacchi.
I grillini ora incalzano l’amminisrtazione comunale sulle tariffe del marmo: «Nel 2003 – dice il Movimento 5 Stelle di Carrara - il sindaco Conti con la sua maggioranza di sinistra ha fatto inserire nel regolamento degli agri marmiferi la possibilità di fare accordi con gli industriali del marmo; 5 anni dopo, il'amministrazione Zubbani sottoscrive altri accordi, nel 2008 e 2009, motivandoli con la necessità di aumentare le entrate comunali. Purtroppo questa linea politica si è rivelata quantomeno poco efficace».
«Se è pacifico – aggiunge il M5S – che nel diritto amministrativo il contraddittorio tra amministrazione pubblica e controparte privata sia un passaggio necessario, abbiamo sempre contestato quella che appare una vera e propria negoziazione che non garantisce non solo il massimo ammontare, ma neppure la certezza del gettito, visto il sorgere di nuovi contenziosi da parte di alcuni industriali. Ci chiediamo anche che cosa penseranno ora i consiglieri di maggioranza che, poco più di un mese fa, hanno bocciato la nostra mozione con cui chiedevamo alla giunta di ritirare in autotutela la delibera con cui si stabiliva "l'integrale applicazione" degli accordi 2008 e 2009, accordi che la magistratura ritiene abbiano causato un ingente danno alle casse comunali». Il M5S ricorda di avere chiesto nel novembre 2013 le dimissioni del dirigente del settore e dell'assessore preposto.
«In attesa che la procura faccia luce su quanto realmente accaduto e accerti se vi siano responsabilità da parte degli amministratori pubblici, rilanciamo sulla necessità che si vada finalmente avanti verso una nuova regolamentazione del settore che tenga conto non solo degli aspetti finanziari, ma soprattutto delle problematiche ambientali, delle ripercussioni occupazionali e sociali del mondo del lapideo sui cittadini di Carrara.
Infine i grillini fanno un riferimento anche ai Beni estimati: «Il perdurare di privilegi di natura feudale è anacronistico ed in totale antitesi rispetto a qualsiasi prospettiva di sviluppo e di futuro della città, in particolare dei nostri giovani».
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