Sicurezza
Scoppia la guerra per le campane, l’ira di don Raffaello
CARRARA. Scoppia la guerra delle campane. Un'insegnante che abita in via Ulivi, Alberto Compagno, lancia una petizione via face book e una raccolta di firme per dire basta allo scampanio, e pronta...
CARRARA. Scoppia la guerra delle campane. Un'insegnante che abita in via Ulivi, Alberto Compagno, lancia una petizione via face book e una raccolta di firme per dire basta allo scampanio, e pronta arriva dal pulpito la replica di don Raffaello Piagentini, battagliero parroco del Duomo, nella frequentata messa delle 10,30.
Già nei mesi scorsi il professor Compagno aveva manifestato le sue critiche contro quello che lui equipara a inquinamento acustico. Poi, da sabato, ha lanciato la nuova offensiva. «Firma la petizione contro lo scampanio incessante che viola l'art.844 del codice civile e la legge quadro 447/95 (immissione di rumori molesti nell'ambiente)! Vogliamo una regolamentazione scritta delle emissioni rumorose volontarie ricorrenti ed inutili!», scrive nel foglio che accompagna la raccolta delle firme.
Nel volantino e nella pagina Facebook del gruppo “Anticampane” il bersaglio sono soprattutto quelle del Duomo e della chiesa del Carmine: "Oltre a scandire il segnale orario (7-21.30) con 117 rintocchi cadauna emettono molti altri segnali (canzoncine e avvisi per le funzioni) superando i 1000 rintocchi giornalieri.
E nella guerra delle campane è intervenuto anche Don Raffaello, alla fine della messa delle 10,30 al Duomo, ha tuonato: «A parte che le nostre campane non suonano la domenica neanche l'Ave Maria delle 7, bisogna dire con forza che le campane sono una voce diversa e non brutta, ben diversa dall'inquinamento sonoro. Non vogliamo fare polemica - ha proseguito - ma insomma, forse la macchine non fanno chiasso? Se una volta la settimana suonano le campane, che sono la voce di Dio, non vedo quale sia il problema».
Don Raffaello ha citato anche l'inizio dell'ottavo canto del Purgatorio, il famosissimo passo che recita: «Era già l'ora che volge il desio e ai naviganti 'ntenerisce il core, lo dì c'han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d'amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more». Anche Carducci, ha ricordato, ha valorizzato le campane. E infine ha quindi invitato i parrocchiani: «Tutti noi dovremmo difendere le nostre cose».
Insomma, forse non sarà una guerra santa, ma difficilmente don Raffaello rinuncerà alle campane.
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