Sicurezza
«Nessuna auto pirata, è caduta da sola» Caso risolto dal medico
Ratti, il perito incaricato dalla procura, esclude l’urto Marilena ha affrontato male in bici la curva del ponte
MONTIGNOSO. Nessuna auto pirata, la vita di Marilena Neagovic, badante romena di 52 anni, è stata spezzata da un tragico incidente: la bicicletta su cui viaggiava ha urtato il marciapiede che immette al ponticello di collegamento tra Prato e la Fortezza, la donna è stata sbalzata dalla sella; prima ha picchiato con il petto sulla balaustra di protezione e poi ha fatto un volo di quattro metri battendo la testa contro una roccia del greto del torrente. Esattamente qui il cuore della cinquantaduenne ha cessato di battere. A spiegare la dinamica è stato il medico legale Maurizio Ratti. Il dottore per essere sicuro al cento per cento ha chiesto aiuto anche al comandante del nucleo radiomobile dei carabinieri, il tenente Rosa Sciarrone.
Il perito incaricato dalla procura e l’ufficiale dell’Arma sono tornati ieri pomeriggio sul luogo dell’incidente per scoprire l’unica cosa che non tornava. Sulla maglia di Marilena c’erano due strisciate di colore nero che era impossibile classificare. Ratti e Sciarrone si sono portati la t-shirt dietro e poi l’hanno strofinata contro la balaustra di protezione del ponticello. E hanno ottenuto lo stesso effetto: due striscie. Era l’elemento che mancava per definire l’esatta dinamica di quello che era accaduto a Montignoso nel primo pomeriggio di sabato.
Secondo gli inquirenti la bicicletta mentre scendeva da Cerreto ha affrontato la curva che porta alla Fortezza allargandosi. Troppo. Poi, forse a causa della pioggia battente, con la ruota davanti ha urtato il marciapiede: la cinquantaduenne è stata disarcionata dalla sella, ha picchiato contro la recinzione e dopo un volo, di quattro metri, si è sfracellata sul greto del torrente. Letale è stato il colpo che ha preso alla nuca.
Nessuna vettura coinvolta, quindi. Anche perché per buttarla di sotto la bicicletta doveva tamponarla e quindi i segni si sarebbero dovuti vedere. Invece il mezzo era intatto. Ma perché si è diffusa la voce che a uccidere la romena fosse stato un pirata della strada? Secondo i carabinieri perché i testimoni hanno visto un uomo sotto choc e hanno pensato che fosse stato lui ad aver causato l’incidente. Da qui l’appello dell’Arma a fornire ogni elemento utile all’indagine. Con il passare delle ore però la convinzione di trovarsi di fronte a un pirata della strada è andata via via scemando, vuoi perché non c’erano segni evidenti sull’asfalto e vuoi perché mancavano i riscontri. Così il sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare dell’inchiesta, ha chiesto aiuto a Ratti. Non serviva l’autopsia per scoprire se la vittima era stata travolta da una macchina, bastava l’esame esterno. Il medico legale non ha perso tempo e nonostante il giorno festivo ha dato un’occhiata alla salma. Non trovando alcuna anomalia, se non quelle due strisciate di color nero sulla maglietta della cinquantaduenne. Per sciogliere ogni dubbio ha chiesto aiuto ai carabinieri e sul ponte si è trasformato in un protagonista di Csi. Risolvendo il giallo e interrompendo una caccia a un uomo che non esiste.
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