Attenzione
Imprenditori inguaiati da alcune telefonate
Inchiesta sui lavori sul Magra, si cerca di capire chi forniva gli elenchi Intercettato ma estraneo all’indagine anche l’ex sindaco Gianfranco Lazzeroni
FILATTIERA. Al telefono erano sempre stati prudenti. Poche frasi smozzicate per concordare di vedersi di persona, magari a prendere un caffè in un bar. Temevano, a ragione, di poter essere intercettati. E cosi era in effetti visto che gli uomini della Guardia di finanza , su ordine del Pm AlessandraConforti, avevano messo sotto osservazione i telefoni degli otto imprenditori . Tutto era partito dalla denuncia di un altro imprenditore che aveva fiutato l’inciucio riferendosi ad una gara di appalto bandita dalla Provincia per lavori sull’alveo del Magra a Filattiera.
Tanta prudenza fino a quando , si capisce dalle intercettazioni, è arrivato l’imprevisto: l’imprenditore Fulvio Malatesta, 64 anni, di Aulla, titolare della Lunigiana scavi viene a sapere solo due giorni prima della gara che una aziende di cui avrebbe conosciuto il ribasso, gli aveva tirato il bidone ,ovvero non avrebbe partecipato facendo così saltare, secondo gli inquirenti, il sistema di calcolo basato sulle medie che avrebbe permesso di pilotare la gara. E così personalmente o tramite intermediari, sempre secondo l’accusa, Malatesta sarebbe stato costretto a ricontattare e ricontrattare le offerte d’asta con gli altri imprenditori.
Nel mirino della procura sono finiti così otto imprenditori. Il fratello di Malatesta, Simone, 41 anni, Luigi Pagani, 60 anni, di Filetto legale rappresentante della Coaf , Arturo “Andrea”Pelli di Fivizzano on la Eco Inerti di Pallerone; Alessandro Pennucci, 46 anni di Gragnola della Edilizia Scaletti, Antonio Bongiorni di 63 anni di Massa della Bongiorni srl. E naturalmente il vincitore della gara Bernardo Buson, 62 anni, di Mulazzo
Intercettazioni. «Uno dei nostri», dice al telefono Luigi Malatesta commentando l’esito della gara con Leandro Terenzoni, 64 anni, titolare della Tenerani Edilizia , anche lui indagato come gli altri per turbativa d’asta.
«Qualche maniera si farà», dice Terenzoni a Malatesta.
Tanta prudenza nel parlare al telefono, talvolta secondo gli inquirenti anche in codice.
Alessandro Pennucci chiama al telefono Fulvio Malatesta, secondo gli inquirenti, per non commettere errori nel presentare l’offerta alla gara.
Malatesta: sì, pronto
Pennucci: si , ma per sicurezza no? Richiedo conferma, alle 7 e 18 domattina?
Malatesta: sì
Dall’esame delle offerte emerge che il ribasso della Bongiorni Srl è stato del 7,18% ovvero l’orario indicato al telefono, secondo gli inquirenti.
Intercettato, ma fuori da indagini, del tutto estraneo alla vicenda, l’ex assessore provinciale Fabrizio Magnani.
Il caso degli elenchi e l’ex sindaco intercettato.
Le indagini condotte dalla Finanza per conto del pm Conforti puntano l’indice su «sistema ampiamente collaudato, tanto da far pensare ad un vero e proprio cartello».
Ma per procedere, per influenzare la gara era necessario che qualcuno degli attori fosse a conoscenza dell’elenco delle ditte invitate o partecipanti. Insomma, che qualcuno degli imprenditori avesse buone conoscenze nella pubblica amministrazione.
Di certo era così, anche se non vi sono - è bene rimarcarlo - indagati. Un caso curioso riguarda un imprenditore, non indagato, che al telefono con Fulvio Malatesta rivela di aver presentato, come suggerito, una domanda per partecipare ad una gara in Provincia. Peccato che la gara non era stata ancora bandita e gli uffici in provincia non ne sapevano nulla.
«M’ha detto “ma è un veggente, non sappiamo niente noi, come fa a saperlo?». Alla fine finisce che l’imprenditore formalizza solo una presentazione generica.
Altra telefonata. Il 20 febbraio 2013 l’imprenditore Luigi Pagani chiama il sindaco di Bagnone (ora ex) Gianfranco Lazzeroni .
Pagani: volevo sapere quando ti trovavo in Comune...
Lazzeroni: guarda, la lista non me l’hanno ancora data eh? L’elenco!.
Pagani: sì ma nonnnn.. non ti... non se... non sento bene, ti vengo a trovare in Comune
Insomma, l’imprenditore blocca subito la telefonata. «Incauta» per gli investigatori ma non tale da inguaiarlo. Lazzeroni è infatti fuori dall’inchiesta.
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