Il Tirreno

Il Psi rompe col Pd «Non si vogliono primarie aperte»

di Gianluca Uberti
Il Psi rompe col Pd «Non si vogliono primarie aperte»

Il segretario regionale Cipriani: «Faremo liste con altri partiti di sinistra e della società civile. Non accettiamo forzature»

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MASSA CARRARA. Fine delle trattative tra Psi e Pd. E i socialisti si presenteranno alle elezioni con altre liste di sinistra o liste civiche nei luoghi dove non è stato raggiunto un accordo con il Pd. Spiega il segretario regionale Graziano Cipriani.

«Dopo che da mesi i Socialisti ribadiscono, in tutte le sedi e in ogni occasione, la richiesta di scegliere con le primarie i candidati sindaco nelle città dove non si presentino candidature condivise, i rappresentanti del Partito Democratico mostrano, ancora oggi, di non avere compreso il messaggio né in Toscana né nella provincia di Massa Carrara»

«Prendiamo atto - insiste Cipriani - che mentre cambiano gli interpreti locali lo spartito resta identico in tutta la regione con il Partito Democratico che presenta autonomamente i propri candidati dove può, mentre individua all’interno di altri partiti figure “condivisibili” senza alcun confronto con gli alleati e ritiene poi di esercitare un diritto di veto verso singoli candidati socialisti quando se ne presenta qualcuno. Non riteniamo che sia questo lo spirito per affrontare un passaggio complesso nella vita democratica della Toscana e di molte città».

Insomma per il Psi è importante che i candidati a sindaco vengano legittimati da primarie «come previsto anche nell’accordo firmato il 12 febbraio scorso per la provincia di Massa Carrara dal PSI assieme a PD, SEL e PRC. È il metodo che il Partito Democratico ha praticato nella forma più “aperta” possibile, ivi compresa la scelta del segretario nazionale, e se le primarie sono utili e coerenti con il processo democratico per Firenze come per Livorno, per Prato come per Castelfranco, Lari o Montopoli, riesce difficile comprendere perché non siano proponibili anche in provincia di Massa Carrara: ad Aulla come a Bagnone, a Podenzana come a Filattiera e a Tresana».

Insommagiunti ormai alla vigilia del voto e dopo mesi di inutile attesa, i Socialisti «prendono atto che il PD non vuole le primarie laddove sa che esistono candidati di altri partiti in grado di competere con possibilità di successo, per cui mentre hanno già dato la loro adesione a sostenere candidati condivisi del PD dove esistono le condizioni, nei restanti comuni verificheranno, da subito, la possibilità di dare vita a liste con altri partiti della sinistra e con la società civile per scongiurare tentativi di egemonia tesi, come in provincia di Massa Carrara ad avere tutti i sindaci nei comuni dove si vota, con forzature non accettabili che vanno in senso contrario alle istanze che provengono dai cittadini. In merito poi alla più o meno velata minaccia di rimettere in discussione altri Enti della provincia di Massa Carrara è opportuno ricordare, anche in questa sede, che i Socialisti non governano per gentile concessione di nessuno e tanto meno del Partito Democratico ma per la loro credibilità e per il radicamento nelle comunità amministrate».

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