Sicurezza
Cava Fornace, il M5S punta il dito contro Comune e Provincia
La senatrice Bottici pronta a portare la questione in Europa: «Superati i limiti, ma Angeli e Buffoni non fanno nulla»
MONTIGNOSO. «La discarica non è più in sicurezza, Arpat ha verificato che si sono superati i limiti consentiti e che ci sono sostanze altamente inquinanti e cancerogene nella falda, il che è pericolosissimo; il sindaco Buffoni dovrebbe prendere posizione netta, il commissario straordinario Angeli avviare i procedimenti di sanzione e di sospensiva almeno temporanea e cautelativa. Se non lo fanno, che dobbiamo pensare? Mi aspetto risposte immediate». L’attacco politico al comune di Montignoso e alla provincia di Massa Carrara arriva dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Laura Bottici, indignata, così almeno si dichiara, per come le istituzioni locali stanno affrontando il caso di Cava Fornace. Il Movimento 5 Stelle è in possesso di tutte le griglie delle analisi effettuate dall’Arpat, a seguito di controlli avvenuti nel 2012 e nel 2013, e non sono confortanti: «Il triclorometano - spiega la Bottici assieme a Marco di Gennaro, altro rappresentante del Movimento - ha superato i livelli di guardia, passando da 0,15 a 0,26 microgrammi per litro. Così come le temperature dell’acqua: in alcuni punti dovrebbe essere misurata tra i 15 e i 18 gradi, ma arriva anche a 26 gradi e questo accade in ogni singolo pozzo, dove si supera sempre la media stabilita di 10 gradi minimo. Per chi non è addetto ai lavori questi potrebbero sembrare solo numeri - continuano- ma in realtà indicano che a valle della discarica sono in corso reazioni idrotermiche pericolose e che la falda è inquinata di sostanze cancerogene».
La Bottici cerca di essere ancora più chiara: «Il mezzo cono della discarica - spiega - fu isolato con una guaina, procedura standard, prima di essere riempito con i rifiuti. Chiedemmo attraverso i nostri militanti rassicurazioni su questa guaina, una richiesta anche ufficiale che fu presentata in sede di assemblea pubblica, ma la certificazione di garanzia non ci fu mai consegnata e non sappiamo se esista. Se le analisi di Arpat sostengono che è la falda ad avere i valori sballati, allora vuol dire che la guaina non ha retto e che, come avevamo ipotizzato, alcune sostanze dei rifiuti interrati stanno facendo reazione, sciogliendo la guaina, forse, e passando nella falda». Il caso di cava Fornace verrà portato ancora una volta all’attenzione di Parlamento e Senato, ma la senatrice Bottici annuncia battaglia anche a livello europeo dove, ci dice, le norme su rifiuti e discariche sono severissime e le multe salate. «Qualcuno griderà all’allarmismo - continua la Bottici- meno male che c'è il sindaco Buffoni a stemperare gli animi, con una lettera amichevole indirizzata ai gestori della discarica, in cui chiede che “per favore si eviti il ripetersi delle inadempienze”. Il sindaco dovrebbe pretendere nuove analisi e chiedere alla Provincia, che ne è diretta responsabile, di bloccare i conferimenti, fino a quando la situazione non sarà chiarita». Non aiuta, secondo la senatrice Bottici, neanche l’atteggiamento all’interno della commissione consiliare di controllo, creata appositamente per cava Fornace: «Una commissione ingessata dal suo presidente- dice la Bottici- che sembra più il vice sindaco che non un consigliere di opposizione. Mai un ordine del giorno in cui chieda di discutere sui dati Arpat. Se non ci fermiamo adesso, la situazione rischia di esploderci in mano».
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