Il Tirreno

Centrale idroelettrica nel Bagnone

Sorgerà alle Cascatelle di Villafranca l’impianto finanziato dalla Provincia con 560mila euro

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VILLAFRANCA. Si appresta alla realizzazione un nuovo progetto che includerà Villafranca tra le cittadini che sfruttano le energie rinnovabili.

Sorgerà nella località, comunemente chiamate delle “Cascatelle”, un piccolo impianto che sfrutta l’energia idroelettrica: Si tratta di un canale che scorrerà lateralmente alla briglia contenitiva, che verrà rafforzata e rimessa a nuovo, al cui interno un meccanismo, mosso dalla forza delle acque genererà l’energia elettrica.

Non c’è nulla di complicato, il sistema usato per generare i kilowattora si basa sulla coclea idraulica o vite di Archimende, che prende il nome dall’inventore di Siracusa e che inventò questo sistema nel 200 Avanti Cristo.

Il suo funzionamento è molto semplice, si sviluppa in base al dislivello che si crea all’interno del canale, l’acqua defluendo verso il basso crea un’energia potenziale che si trasforma in cinetica consentendo il movimento del rotore. Attorno a questa centrale si creerà un percorso natura e un parco, dotato di giochi per i bambini e che potrà essere fruibile anche agli abitanti dei condomini antistanti. La sua funzione non sarà solo energetica, nelle intenzioni della Provincia, che finanzia questo progetto del costo di 560 mila euro e fortmente sostenuto dal consigliere Angelo Pompei, questa postazione potrebbe divenire anche meta delle scolaresche.

Un modo per fare avvicinare i ragazzi non solo a come si possa produrre energia pulita tramite l’utilizzo delle risorse naturali, ma anche ad altre branche quali la fisica, visto che il procedimento che persegue il risultato finale si avvale delle leggi della meccanica, o la storia perché l’invenzione della vite archimedea risale ad un periodo di grande fervore intellettuale che nasce nel contesto della Magna Grecia. Il tutto sarà inserito nel contesto naturale circostante, lo stesso canale sarà rivestito di sasso e si cercherà di mantenere intatte le “masere”, quelle mura di sasso che racchiudevano, ai tempi dei nostri nonni, i campi nei quali andavano a coltivare. Una contestualizzazione necessaria anche da un punto di vista turistico con l’eventuale sviluppo della sentieristica.

Si stima che l’intero impianto nei primi 15 anni possa sviluppare un’energia pari a 642 mila kwh.

«Continuiamo a proseguire – spiega Massimo Romiti assessore ai lavori pubblici - su quelle linee tracciate nel nostro programma elettorale. Lo sviluppo delle energie alternative e una costante rivitalizzazione quelle aree verdi con nuove opportunità di utilizzo. Tutto questo lo svilupperà la Provincia con sue risorse e i lavori dovrebbero partire a Settembre o ad Ottobre».

Un modo per avvicinarsi, quindi, sempre più ad uno sviluppo energetico ecosostenibile che possa migliorare maggiormente le relazioni tra uomo e ambiente.

Cristiano Borghini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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