Sicurezza
Alluvione, i comitati “in pellegrinaggio” a Firenze e Roma
Alla Regione chiedono risarcimenti danni più corposi Dallo Stato si aspettano soldi per la messa in sicurezza
MASSA. Sposano la logica “l’unione fa la forza” e bussano alle porte delle istituzioni. A quelle del Comune già hanno bussato, portando a casa - ad onor del vero - collaborazione e progetti. Adesso i comitati alluvionati - insieme - puntano dritto a Firenze e a Roma e chiedono una mano a Regione e Governo. Tradotto: denaro, per concedere una boccata d’ossigeno a chi si è ritrovato il fango in salotto e permettere agli enti locali - Palazzo civico in primis - di tradurre i progetti in lavori di messa in sicurezza.
Non un impegno o un’intenzione perché a Roma e Firenze i quattro comitati cittadini (Mirteto, Romagnano-Castagnara, Alteta-Candia e Casone- Ricortola-Bondano - Partaccia) ci vanno davvero: mercoledì mattina presidenti e vicepresidenti saliranno sul treno. E se qualcuno punterà dritto al capoluogo, qualcuno, invece, farà un viaggio un po’ più lungo, alla volta della capitale.
A Firenze, nel pomeriggio, i rappresentanti degli alluvionati, accompagnati dal sindaco Volpi, si concederanno “una chiacchierata” con il presidente Enrico Rossi. Lui le loro richieste già le conosce: qualche giorno fa, grazie alla collaborazione del consigliere regionale Loris Rossetti, sulla sua scrivania è arrivata una lettera. Tre pagine in cui gli alluvionati chiedono alla Regione di rivedere i criteri di attribuzione dei risarcimenti. Chi spera di ottenere qualche soldo, deve infatti fare i lavori, pagare l’intero importo, iva compresa e poi presentare le fatture. E se gli va bene, si vede riconosciuto il 40% della spesa. Ma, con i tempi che corrono, avere il denaro per farli i lavori è davvero dura. Risultato: molti hanno chiesto il risarcimento (1338 persone), ma nei sei mesi successivi non hanno presentato la documentazione perché di soldi in tasca non ne hanno: la casa l’hanno lasciata com’è, magari si sono arrangiati con il sempreverde fai da te. Ecco quindi la proposta avanzata a Rossi: prorogare i termini, aumentare la percentuale del risarcimento dal 40 al 60% e riconoscere il rimborso anche dietro presentazione di perizia tecnica asseverata. L’ingegnere e il geometra quantificano il danno e, sulla base di quella dichiarazione, la Regione riconosce il risarcimento. Allora sì - spiegano i comitati - soldi alla mano, chi ha galleggiato nel fango può sperare di sistemare casa. E se da Firenze attendono risposte concrete per famiglie e imprese, a Roma gli alluvionati, mercoledì mattina, chiederanno denaro per concretizzare i progetti di messa in sicurezza. Insomma, un finanziamento alle politiche di prevenzione dei disastri idrogeologici. Ivo Zaccagna, presidente del comitato Bondano Partaccia, Giorgio Berti che guida quello di Romagnano e Andrea Grassi, vicepresidente degli alluvionati di Mirteto sottolineano che «la collaborazione da parte del Comune e della Regione è stata tanta», ma adesso puntano al vertice: «A Firenze, che ringraziamo per l’impegno, chiediamo di fare un passo in più, al viceministro all’ambiente che incontriamo mercoledì chiediamo, invece, di fare da spalla alle istituzioni locali, di snellire le procedure. Speriamo anche in una visita istituzionale nel nostro Comune» e in un importante finanziamento per poter dormire sonni tranquilli e dire “mai più”.
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