La manifestazione
Provincia: Osvaldo Angeli per 6 mesi a stipendio zero
Il ddl Delrio cancella l’indennità anche al commissario. Il quale protesta: «Perchè solo a noi?» Incertezza su eventuali trasferimenti del personale
MASSA - Declassate: trasformate in un ente di secondo livello, senza più “politici” a guidarla, in attesa di una legge di riforma costituzionale che le cancelli in maniera definitiva. Questa la sorte delle Province secondo il disegno di legge Delrio in approvazione in queste ore al Parlamento. Ma quale sarà la sorte, invece, dei dipendenti delle Province? Che faranno i 305 lavoratori di Palazzo Ducale? Saranno trasferiti nei Comuni o in Regione? Le cose sono per nulla chiare, i sindacati mostrano tranquillità – «non ci saranno trasferimenti, non ci saranno licenziamenti» – il commissario straordinario Osvaldo Angeli si limita a un «vedremo».
Il disegno di legge Delrio, però, mette già in chiaro una cosa: che i presidenti delle Province in scadenza, resteranno in carica fino a dicembre, ma senza più indennità di carica. “Lavoreranno” cioè gratis da giugno a dicembre. È così accadrà per l’ex presidente e, dal 18 aprile del 2013 commissario della Provincia di Massa Angeli: anche per lui, da giugno stop a ogni emolumento, basta con i 59.514 euro (lordi) all’anno di indennità che tuttora percepisce. Un taglio che non piace, ovviamente, all’interessato. Non fosse altro che per una ragione di “parità”. In base a quale criterio, si chiede non senza logica Angeli, viene stabilito che un amministratore non ha più diritto a un compenso? E perchè solo a lui e non ad altri?
«Non è per la indennità in sè che mi indigno - sbotta Angeli – ma per il modo in cui si decide, senza alcuna motivazione, di togliere il compenso a un amministratore che, comunque continuerà a firmare atti e provvedimenti, assumendosene la responsabilità. E allora e perchè non dire: per i prossimi sei mesi tutti gli amministratori pubblici non prenderanno un euro. Sarebbe stato più coerente – dice ancora Angeli – affidare il commissariamento delle Province ai sindaci: in questo modo si anticiperebbe il senso della riforma che prevede, appunto che la Provincia sia guidata dal sindaco del comune capoluogo».
Ma i dubbi sul futuro riguardano anche i lavoratori. «Tutti i dipendenti saranno tutelati, non ci saranno modifiche al trattamento economico e neanche, credo trasferimenti di massa. Se come pare di capire, alcune delle funzioni della Provincia saranno affidate ad agenzie di “area vasta”, ci dovrà essere comunque una presenza sui territori del personale», prevede Paolo Guerra, segretario della Cgil Funzione pubblica. Il quale aggiunge: «Non c’è tuttavia nulla di chiaro, le Province sono diventate il capro espiatorio nella guerra contro i costi della politica. Ma delle funzioni che svolge e di come razionalizzarle, nessuno parla».
In definitiva: nessun taglio di personale, razionalizzazione dei servizi e degli uffici tutta da stabilire. Il che significa che la spesa per il personale della Provincia – 11,8 milioni circa nel 2012 (in diminuzione netta: nel 2011 il personale costava 12,8 milioni e nel 2010 ben 14,9 milioni) – non verrà intaccata. E che l’unico risparmio sarà sulla “politica”, cioè sulla eliminazione di presidente, giunta e consiglio provinciale: una macchina che costava complessivamente circa 800mila euro l’anno. Non è poco, ma non è la stessa cosa.
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