Il Tirreno

Alluvione, 12 richieste di rinvio a giudizio

di Gianluca Uberti
Alluvione, 12 richieste di rinvio a giudizio

Degli indagati è stato prosciolto solo l’ex sindaco di Bagnone Piero Pierini. Simoncini: è andato tutto secondo copione

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AULLA. Inchiesta sull'alluvione del 25 ottobre 2011: arriva la svolta. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici dei tredici indagati. L'unico ad uscire di scena è l'ex sindaco di Bagnone, il geologo Piero Pierini, la cui posizione è stata archiviata, essendo stato prosciolto. Pierini era stato incaricato dal Comune di Aulla, in qualità di geologo, di svolgere uno studio relativo ad alcune delibere del consiglio comunale aullese finite nei faldoni dell’inchiesta.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda 12 persone iscritte nel registro degli indagati. Le ipotesi di reato sono quelle di omicidio colposo e di disastro colposo, con l'eccezione per quest'ultimo capo d'accusa dell'ex assessore comunale aullese alla Protezione Civile, Giovanni Chiodetti, il quale è finito nell'inchiesta "soltanto" per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Ecco i nomi degli altri per cui è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio: l'ex presidente della Provincia di Massa Carrara, Osvaldo Angeli, attualmente commissario della stessa; i dirigenti provinciali Giovanni Menna, Gianluca Barbieri e Stefano Michela; gli ex sindaci di Aulla, Lucio Barani (attualmente parlamentare) e Roberto Simoncini (storico delfino proprio di Barani); il dirigente comunale Franco Testa, il quale si occupava del settore urbanistica e lavori pubblici; l'ex dirigente comunale Giuseppe Lazzerini, attualmente direttore generale dell'Erp di Massa Carrara (l'ente che si occupa delle case popolari); il dirigente comunale alla Protezione Civile, Mauro Marcelli; l'ex vice sindaco e assessore comunale aullese all'urbanistica, Gildo Bertoncini; l'ex dirigente comunale all'urbanistica e ai lavori pubblici, Ivano Pepe. Lapidario il commento di Simoncini: «tutto è andato secondo copione».

La vicenda. Il 25 ottobre 2011 in mostro di acqua e fango invase Aulla e strappò le vite di due persone, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, devastando le scuole elementari e medie, le case popolari di quartiere Matteotti, tutti i negozi di via Resistenza e non solo.

L’altra tegola. E un’altra tegola grava sulla testa di undici dei dodici per cui è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio, poichè, a gennaio, il procuratore regionale della Corte dei Conti, Angelo Canale, e Giubilaro stesso, facendo riferimento "ai gravi danni che l'alluvione del 25 ottobre 2011 ha causato a strutture pubbliche e private della Lunigiana, in particolare dell'abitato di Aulla, e al conseguente impiego di ingenti risorse pubbliche per la loro ricostruzione (risorse valutabili in alcune decine di milioni di euro)", annunciavano di aver avviato di concerto apposita "istruttoria per danno erariale, con carattere di priorità, nei confronti dei soggetti che, all'esito degli accertamenti in sede penale, sono stati imputati del reato di disastro colposo e che vanno ritenuti, di conseguenza, i presunti responsabili dei relativi ingenti danni erariali".

Quindi, gli ancora coinvolti nell'inchiesta, escluso Chiodetti, potrebbero essere condannati a mettere mano alle proprie fortune per rifondere il danno che avrebbero arrecato, a causa della loro presunta condotta fraudolenta, al patrimonio pubblico e privato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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