Il Tirreno

Marmo, tasse nuove ma non per tutti

Marmo, tasse nuove ma non per tutti

Il Comune riavvia il procedimento ma “premia” le ventotto società che avevano sottoscritto gli accordi del 2008

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CARRARA. Biennio nuovo, sistema di tassazione... “quasi” nuovo: il Comune di Carrara ha deciso di intervenire ancora nel metodo di individuazione del canone di concessione delle aziende del lapideo.

Così, come vi avevamo anticipato nell’edizione di domenica del nostro giornale, con una delibera datata 14 marzo, la giunta ha stabilito che per il 2014-2015 verranno applicate le tariffe concordate al tavolo con gli industriali nel 2008 ma solo per le ditte che all’epoca aderirono formalmente con una sottoscrizione nero su bianco, ovvero 24 aziende il primo anno e 11 nel 2009.

Ecco l’elenco delle 24 cave e relative ditte che hanno sottoscritto l’accordo del 2008: Boccanaglia B - Marmi Pregiati Apuani; Pratazzolo B - Dell’Amico Michele Srl; Calacata - Guido M.Fabbricotti; Lorano II - Escavazione Marmi Lorano II Srl; Canalbianco A - Escavazione Marmi Canalbianco Alto Srl; Fossa del Lupo - Escavazione Marmi Canalbianco Srl; Amministrazione – Cave Amministrazione Srl; Polvaccio – Escavazione Polvaccio Srl; Crestola C – Dante Tedeschi Export Srl; Valpulita – Calacata Excavazione Carrara Srl; Fossalunga – Fossalunga Srl; Ciresuola A – Monte Maggiore Srl; galleria Ravaccione – Marmi Galleria Ravaccione Srl; Carpevola B – Società Apuana Marmi Srl; Calocara C - Società Apuana Marmi Srl; Novella A – Escavazione Marmi Venati Srl; Belgia Bassa- Escavazioni Marmi Fondo Belgia; Buca del Faggiano – Cava La Perla Srl; Pizzagallo A – Pizzagallo Ravalunga Srl; Pizzagallo B – Pizzagallo Srl; Querciola – Mega Stone Factory Srl; Fosso Cardellino C – Beran Srl; Venetretta A – Canalmarmi Srl; Gioia Cancelli – F.lli Antonioli Srl.

Per tutti gli altri, 58 ditte in totale, l’amministrazione individuerà il canone di concessione attuando la parte ordinaria del regolamento: attraverso una serie di valutazioni, compresi sopralluoghi sarà individuato il valore medio di produzione cava per cava e successivamente verrà applicata un’aliquota che, al massimo, potrà ammontare all’8 per cento di quel valore.

La definizione della percentuale spetterà al consiglio comunale ma la proposta del settore, ha spiegato ieri mattina in commissione Marmo il dirigente Marco Tonelli, è quella di applicare il massimo, come già fatto per il biennio 2012-2013.

Da quest’anno dunque ci saranno due pesi e due misure, dunque, a seconda della condotta tenuta in passato dalle ditte in una strategia, in parte voluta ma in parte imposta dai numerosi contenziosi legali che pendono sulle casse di piazza Due Giugno.

«La novità è che con questa delibera si afferma che gli accordi del 2008 sono validi solo per chi li ha sottoscritti e verranno applicati nella loro interezza, incluso il punto in cui viene stabilito che le scaglie verranno classificate in base alla cava di provenienza» ha spiegato il dirigente Tonelli, aggiungendo che invece, per tutti gli altri, scatterà la procedura ordinaria di individuazione del canone prevista dal regolamento degli Agri Marmiferi, e come detto già adottata nel precedente biennio (ma poi rigettata dal Tar).

Difficile capire se, dopo la raffica di contenziosi legali e boicottaggi a cui abbiamo assistito negli anni scorsi, questa sarà davvero la volta buona: anche perché, le perplessità non mancano come hanno osservato i consiglieri dell’opposizione. Francesco De Pasquale del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come nemmeno il metodo deliberato lo scorso 14 marzo metta al riparo da una nuova pioggia di ricorsi mentre Claudia Bienaimè di Carrara Bene Comune, ha sollevato il problema del trattamento da riservare a chi, e sono diversi, pur avendo firmato gli accordi del 2008 ha poi pagato in base alle tariffe indicate nella delibera del 2012. Due scenari a cui, ha spiegato il dirigente del settore Marmo, l’amministrazione ha già iniziato a pensare: «Do per scontato che anche questa volta i ricorsi ci saranno eccome» ha dichiarato Marco Tonelli, replicando alla Bienaimè che per le situazioni “miste” – quelle in cui cioè le aziende hanno sottoscritto gli accordi pagando poi con tariffe diverse - «in qualche caso il Comune dovrà ridare, in qualche dovrà riavere, i conteggi saranno fatti caso per caso – ha garantito il dirigente - il saldo è comunque favorevole al municipio». Insomma, il Comune ci riprova ad adottare il metodo dei valori medi, ma questa volta pensa di essersi mosso per tempo e soprattutto di avere avviato correttamente il procedimento, circostanza che a detta del Tar era il punto debole del precedente biennio. (c.ch.)

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