Toscana
«Lotterò fino alla morte per la mia azienda»
Alberto Ricciardi della società “madre” parla dal suo ufficio a due passi dagli operai : capisco la loro amarezza ma c’è il problema del credito Iva
CARRARA. Mentre gli operai in sciopero della fame sono nella sala riunioni in un’ala della Fermet, dall’altra parte dell’edificio, con scalini e pavimenti di marmo bianco tirarti a lucido, c’è l’ufficio di Alberto Ricciardi, 60 anni. L’imprenditore della Fermet srl che è in concordato liquidatorio, afferma: «Capisco che i lavoratori siano amareggiati. E io dico a loro che lotterò fino all a morte per questa azienda. Non c’è tanto un problema di mercato, il problema è il credito di 4,6 milioni che vantiamo sull’Iva, oltre a 500mila euro dal Comune di Massa».
Parla di un «incaglio finanziario dopo un verbale della Finanza che ha bloccato il rimborso Iva». Un problema che avrebbe inceppato l’attività della società “madre”, di cui la Fermet Servizi è società satellite (e c’è anche la Fermet logistica, con lavoratori in cassa integrazione straordinaria).
Alberto Ricciardi, parla dell’investimento fatto nel 2009 sullo stabilimento ex Italcementi, e di problematiche sorte nel comune di Massa. «Non ce l’ho con l’amministrazione di Massa. E con quella di Carrara devo dire che è tutto ok, ma occorre capire la situazione che si è venuta a creare. E’ da un mese che cerco di parlare con il governatore della Regione, Rossi, per spiegargliela. Questa azienda riversava nel territorio 200 milioni di euro, come siderurgia e filiera». Nel 2012 un maxi fatturato, «e ci siamo concentrati sull’ex Italcementi. La Fermet ha un nome da difendere. Ha attrezzature che non hanno eguali. Abbiamo sempre onorato tutti i nostri impegni. Sì, lotterò fino alla morte finché sia fatta chiarezza e per riavere la mia azienda. L’azienda che ho costruito».
Riferendosi al problema del rimborso Iva, ne delinea la storia, da quel «verbale della Finanza», a «una circolare dell’Agenzia delle Entrate che lo ha annullato ma i soldi non si sono sbloccati». A un «accertamento induttivo, poi ritirato». Alla possibilità di « ristrutturazione del debito». «Ma invece c’è stato il concordato liquidatorio. Ecco la vicenda della capofila».
Ricciardi parla anche di un «vuoto normativo» per poter avere il rimborso in presenza di concordato liquidatorio. Insomma una situazione complessa e delicata. «Abbiamo crediti. Se riusciamo a pagare i fornitori, – afferma Alberto Ricciardi - torniamo bene sul mercato. Ci sono famiglie a cui rendere moralmente conto. Mi sono impegnato per le delocalizzazioni, e qui – dice a proposito dell’area ex Italcementi – con il problema del Sin, abbiamo fatto fatiche enormi per costruire... Poi c’è stato l’incaglio con la Finanza». Il primo aprile prossimo, è prevista una riunione all’Egenzia delle Entrate a Roma per questo caso.(c.car.)
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