Il Tirreno

«Sembrava uno zio, invece quella sera è diventato un orco»

La ragazza ha raccontato le molestie da parte di un amico «Frequentava la casa dei miei genitori, era gentile»

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MASSA. Si è presa una pausa dagli studi Ornella (nome di fantasia), la ragazza che da bimba ha subito le molestie dell’amico di famiglia. Lo ha fatto per raccontare l’orrore che ha dovuto provare, quando aveva appena undici anni, in tribunale. «Ero seduta sul letto e leggevo un fumetto, la mia sorellina era nell’altra stanza a giocare. Lui si è avvicinato e aveva il respiro strano, affannato. Mi ha toccato il seno e poi ha fatto scendere la mano dentro le mutandine. Io mi sono paralizzata e soltanto dopo qualche istante ho avuto la forza di alzarmi e andare via». E poi ha aggiunto: «Sono andata in bagno, mi sono lavata per cancellare tutto, poi mi sono seduta in terra e lì sono rimasta a lungo senza parlare con nessuno. I miei ricordi finiscono qui».

Era piccina Ornella quando quell’uomo che conosceva mamma e papà era entrato nella sua cameretta e aveva cominciato a toccarla. Lei non aveva reagito, perché non capiva cosa le stava accadendo, ma quando era rimasta sola aveva preso il quadernetto dove annotava tutto e aveva scritto: «G. mi ha toccato il seno e il sedere. Ha bisogno di una fidanzata». Quella storia non poteva restare un segreto, però. E così dopo qualche giorno si era confidata con l’amichetta del cuore, di due anni più grande di lei. La ragazzina era rimasta scandalizzata e aveva spifferato tutto alla mamma, raccontandole anche che quella cosa era stata scritta in un quaderno. La donna aveva chiamato la mamma della bimba molestata e le aveva detto di controllare se quello che aveva detto la figlia era vero. Era bastato leggere quelle righe per capire che erano di fronte a un orco.

Era il 2004 quando succedeva questo orrore. Quella bimba è diventata una giovane studentessa e ha lasciato l’Italia. È tornata apposta per raccontare quello che ha vissuto per colpa di quell’uomo che rideva e scherzava con mamma e papà e che lei chiamava zio. Lui, un sottufficiale della Marina, andava a trovare quella famiglia spesso: «Ci faceva dei regali, era gentilissimo con me e mia sorella. Fino a quella sera, quando si è trasformato». Lo spesso episodio lo ha spiegato il compagno della madre della ragazza in un’udienza dove aveva deposto raccontando un paio di episodi strani che erano capitati in sua presenza e che dopo la lettura del quaderno avevano fatto comprendere meglio quello che stava subendo la piccola. L’uomo sarà risentito insieme ad altri testimoni perché è cambiata la composizione del collegio.

Adesso il processo si ferma fino a giugno, quando toccherà ai testimoni della difesa. Tempi troppo lunghi: si rischia la prescrizione del reato se non si fa presto. E il cambio di collegio certo non aiuta.

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