Il Tirreno

«Scuole, simbolo del disastro di Aulla»

La dirigente Paola Bruna Speranza: tanti discorsi ma i ragazzi resteranno nei container ancora tanto

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AULLA. «Siamo a un punto morto, anzi stecchito». Ricorre all'ironia, un'ironia amara, la dirigente scolastica Paola Bruna Speranza in merito ai lavori per i nuovi edifici scolastici che dovranno sorgere nelle aree ferroviarie dismesse della Pontremolese. Nel frattempo, le scuole elementari e medie di Aulla capoluogo sono sempre ospitate nei container e, come se non bastasse, gli interventi richiesti per migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi sono caduti nel vuoto.

Nel mirino della dirigente scolastica, quindi, finisce il commissario prefettizio Franca Rosa. «Lo ribadisco: da Simoncini al commissario prefettizio non è cambiato nulla. Infatti, solo pochi giorni fa, il commissario prefettizio - spiega Paola Bruna Speranza - ha detto ai bambini che dovranno attendere ancora poco per avere le nuove scuole. Il problema è che l'unità di misura "ancora poco" si presta a diverse interpretazioni, è un pò aleatoria...» commenta con sarcasmo la dirigente scolastica, la quale si dice «ragionevolmente certa che a settembre i container saranno, purtroppo, ancora al loro posto. Anche a gennaio - prosegue Paola Bruna Speranza - ho la sensazione che saremo ancora in questa situazione, una situazione che costringe i bambini in spazi molto stretti. Per non parlare, poi, di quando piove, una autentica disperazione. D'altronde, ne ho sentiti di discorsi, dal presidente della Regione Toscana, dall'ex assessore regionale Targetti, per chiudere in bellezza con Simoncini...» chiosa amaramente la dirigente scolastica.

E sono proprio i container, che a qualcuno addirittura piacciono, il vero simbolo di una Aulla che non riesce a ripartire dopo il disastro alluvionale del 25 ottobre 2011. Tra l'altro, come accennato, neppure è stata migliorata la qualità della vita di bambini e ragazzi di elementari e medie, visto che i nuovi spazi per l'attività didattica, la messa in opera di una tettoia e l'asfaltatura della parte esterna ai container non si sono concretizzati, a quanto pare per mancanza di liquidità.

Chissà se a qualche genitore che ha votato a favore dei container per le scuole elementari nel “referendum” dell'estate 2012 sta venendo qualche dubbio sulla scelta fatta. Infatti, i genitori dei bambini delle elementari arrivarono a fare indire un referendum nell'estate 2012 e, a furor di popolo, un risultato già scritto fu sancito nelle improvvisate urne, con la schiacciante vittoria di chi voleva i container e non il ritorno dei propri figli nell'edificio alluvionato di piazza Garibaldi, dove ora si trovano i ragazzi del liceo classico e la biblioteca civica.

Se è più che comprensibile l'esigenza dei genitori di vedere i propri bambini al sicuro, è altrettanto vero che i più piccoli già devono convivere con un paese immerso nel grigiore e ora si stanno pericolosamente abituando alla presunta normalità rappresentata dal seguire le lezioni all'interno di moduli prefabbricati.

Gianluca Uberti

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