Il Tirreno

Nca, ancora alta tensione Zubbani: ora medio io

I sindacati: non c’è riassorbimento di maestranze. L’azienda annuncia altre cinque commesse e l’integrativo anche senza l’accordo con la Rsu

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CARRARA. Restano distanti le posizioni tra proprietà e Rsu di Nca. L’incontro di ieri al Ministero dello Sviluppo si è concluso con una fumata nera: le Rsu confermano le accuse alla gestione e annunciano un’assemblea dei lavoratori per la prossima settimana. Intanto la proprietà annuncia l’acquisizione di 5 commesse e dà l’ultimatum: di qui a 15 giorni partiranno corsi di formazione e il nuovo contratto integrativo, con o senza il consenso dei sindacati. Per il sindaco Angelo Zubbani il tavolo al Ministero non serve più: «Mi offro di aiutare le parti a ritrovare il dialogo, sono sicuro che i margini ci sono».

Non si allenta la tensione tra Rsu e proprietà dei Nuovi Cantieri Apuania. Nel corso dell’incontro, le Rsu di Nca, hanno ribadito le obiezioni sollevate la alla nuova gestione, accusata di ricorrere in modo eccessivo alle ditte appaltatrici e di non aver ancora organizzato le linee produttive targate “Nca”, cosa che - secondo i rappresentanti dei lavoratori -ostacolerebbe il riassorbimento dei dipendenti diretti del cantiere.

«L’elemento di maggiore preoccupazione è proprio quello dell’organizzazione, anche oggi si è palesata volontà della proprietà di non prendersi in carico direttamente gli aspetti produttivi. Non è stata ancora predisposta una filiera che consenta il riassorbimento vero dei lavoratori e l’impiego delle maestranze di Nca sulle nuove commesse» ha spiegato Manuele Peselli, Rsu di Fiom Cgil annunciando che all’inizio della prossima settimana, sarà convocata un’assemblea dei lavoratori per riferire l’esito dell’incontro al Ministero e ascoltare il parere dei dipendenti.

L’azienda, dal canto suo, ha ribadito il lavoro fatto finora e la volontà di investire sul sito marinello per il quale sono già state acquisite 5 commesse: lo ha fatto l’amministratore delegato di Nca Stefano Pacciani, leggendo una nota del presidente Giovanni Costantino.

Costantino: lavoro a mille famiglie. «Il nostro piano industriale è un progetto ambizioso non solo per il territorio ma per tutto il "made in Italy" e quindi, oltre a rappresentare una sfida imprenditoriale da me affrontata con grande passione e determinazione, assume una rilevanza sociale superiore», ha scritto Costantino. E ancora: «Alle quasi 80 risorse di Nca attualmente impiegate, che grazie al loro e al nostro impegno stanno crescendo, si aggiungono le 70 risorse di Tyg, che, insieme agli addetti dell'indotto, fanno registrare oggi l'accesso in cantiere di circa 800 addetti. Con l'implementazione del piano, a breve supereremo le 1.000 presenze. Ciò significa che 1.000 famiglie traggono sostentamento dall'attività di Nca. Il sito di Marina di Carrara è assolutamente strategico per il progetto del gruppo e mai potremo lasciarlo. E' un progetto questo - ha aggiunto Costantino - che guiderò con grande determinazione ed energia, per passare il testimone ai miei figli quando l'energia mi verrà a mancare. Continueremo ad operare nella piena legalità, rispettando puntualmente gli impegni e le norme vigenti, valutando tutte le opportunità, incluse quelle risolutive, per ottenere il successo che il nostro duro lavoro e le nostre idee meritano, nell'interesse di chi manifesta buona volontà e si mette in gioco con rinnovata energia e che non può vedersi pregiudicato il futuro per la conservazione di modalità, privilegi ed atteggiamenti inattuali e controproducenti».

«Misure risolutive». E cosa siano queste «misure risolutive» la ha spiegato poi l’amministratore delegato Pacciani: «Entro due settimane faremo partire i corsi di formazione e applicheremo il nuovo contratto integrativo, con o senza il benestare dei sindacati». Se non arriverà il via libera delle Rsu, ha dichiarato Pacciani, l’azienda applicherà dunque il testo del primo contratto integrativo, quello bocciato a dicembre dal referendum dei lavoratori. Quanto poi alle accuse ribadite dalle Rsu, l’ad ha spiegato: «Ci sono 75 persone che lavorano direttamente in Nca mentre sono solo 6 quelle “dirottate” fuori dal gruppo: la filiera produttiva non si fa senza la formazione e la conversione di parte dei lavoratori a nuove specializzazioni… per questo serve disponibilità e il conseguimento delle nuove competenze» ha puntualizzato Pacciani. Posizioni dunque quanto mai distanti su cui si è offerto di “lavorare” il sindaco di Carrara: premesso che «non mi è piaciuto il riferimento alle misure risolutive fatto dal presidente – ha dichiarato Zubbani – non posso non recepire il grido di allarme di un imprenditore che sta investendo tanto e che ha tempi contingentati».

Zubbani: serve il consenso delle parti. Secondo il primo cittadino, «anche Costantino deve capire che alcuni passaggi devono essere completati con il consenso delle parti»: e poiché a detta dello stesso Zubbani «il tavolo romano non è più il luogo per risolvere i problemi» il sindaco di Carrara ha fatto un passo in avanti «offrendosi di ricucire e rilanciare il dialogo, perché i margini ci sono». Per smuovere proprietà e rsu dai «punti su cui entrambi si sono piantati» Zubbani ha dato la propria disponibilità ad «ascoltare con attenzione azienda e sindacato, anche con incontri separati per capire i margini di mediazione». E sull’esito di questo percorso, il sindaco non ha dubbi: «Non sono ottimista, sono fiducioso perché conosco i temi – contratto integrativo, corsi di formazione, reintegro dei lavoratori in cassa integrazione, modalità di chiamata, mansioni - e so che non sono impossibili da risolvere, anzi altrove li avrebbero già superati». Zubbani si dice pronto ad analizzare «meriti e colpe delle due parti» e a ricucire il filo del dialogo, sempre che gliene sia data l’occasione. (c.ch.)

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