Il Tirreno

Ma Cna vede il bicchiere mezzo pieno

Ma Cna vede il bicchiere mezzo pieno

Il presidente: le fughe sono sconfitte per l’Italia ma segnale di una imprenditoria vivace

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MASSA. Cara Italia, me ne vado. E non è sempre una brutta notizia, almeno secondo Paolo Bedini, presidente provinciale di Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato).

«La fuga verso l’estero e verso altre aree del nostro paese - aggiunge Bedini - va letta con una doppia chiave. Una sconfitta per l’Italia, ma anche un segnale di una classe imprenditoriale vivace che sa reagire e che è, per certi versi, pioniera. Certo, la fuga dei cervelli, come di imprese e imprenditori, fa rumore e fa arrabbiare, ma Massa Carrara è dentro l’Europa, dentro quindi, ad un mercato ormai globale in cui la moneta unica è solo uno dei vantaggi».

Insomma, siamo in Europa e dobbiamo starci con tutti e due i piedi. «Sopravvive chi si adatta meglio alle nuove condizioni - prosegue il presidente di Cna - e noi facciamo parte dell’Europa e di un mercato più grande di quello con cui fino ad oggi ci siamo misurati. La decisione di cercare fortuna altrove è frutto primariamente di un malessere e di una delusione nei confronti delle condizioni e delle regole con cui ogni giorno chi fa impresa si deve confrontare, come tasse, burocrazia e burocrati, ma credo che per un imprenditore in futuro sarà sempre più normale cercare e sfruttare le opportunità che offrono altri mercati. Peccato - prosegue Paolo Bedini - che oggi debba farlo per ragioni di Stato e non per una sua libera volontà».

Se ne vanno in parecchi, dalla Provincia e dal Paese. Non soltanto impiantisti, marmisti e posatori: anche alcune imprese edili hanno iniziato, da alcuni mesi, ad aprire cantieri sulle coste della Francia. Lo conferma lo stesso Bedini: «C’erano delle opportunità e le hanno colte. Ora si confrontano con un mercato nuovo che apre nuovi scenari». Secondo Bedini è necessario vedere il “bicchiere mezzo pieno” e “non mezzo vuoto”: «Questo Paese ha fatto di tutto per spingere le imprese ed i giovani a cercare altrove un futuro; se non offri le condizioni adeguate, le opportunità e leprospettive credo sia spontaneo guardare più in là».

E così è. Anche se un territorio non dovrebbe assistere all’emigrazione della qualità e dell’eccellenza, ma lottare con le unghie e con i denti per preservare a casa sua le condizioni per il lavoro e la produzione.

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