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l’udienza

Il maresciallo ha l’otite Salta a luglio la sentenza

MASSA. Doveva esserci ieri mattina la sentenza del processo che vede alla sbarra l’ex maresciallo dei carabinieri (attualmente sospeso dal servizio) con l’ accusato di aver detenuto illegalmente armi...

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MASSA. Doveva esserci ieri mattina la sentenza del processo che vede alla sbarra l’ex maresciallo dei carabinieri (attualmente sospeso dal servizio) con l’ accusato di aver detenuto illegalmente armi e droga con l'aggravante di aver commesso i fatti in violazione dei suoi doveri di pubblico ufficiale. Ma l’udienza è stata rimandata al 9 luglio perché il militare ha presentato un certificato medico per una forte otite.

Durante il processo sono stati i suoi stessi colleghi dell'Arma a indagare su di lui, e poi ad arrestarlo. Colleghi che in questi mesi sono sfilati davanti al collegio. Il maggiore Stefano Nencioni, un mese fa circa, ha raccontato come hanno raccolto le prove: «Il maresciallo non ci ha dato le chiavi del suo armadietto blindato, ho dovuto io stesso scardinarlo con un ferro». Una deposizione che aveva aggravato la posizione di Aloi. Tra le numerose accuse che vengono mosse al sottufficiale, ci sono quelle di aver detenuto illegalmente trentanove detonatori, una miccia a combustione lenta lunga un mezzo e mezzo, 67 cartucce, un chilo e 400 grammi di balistite in scagliette.

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