Proteste
Il j’accuse a sindacati e politica
L’imprenditore: ci sono tutele assurde. E sulla Eaton: occasione perse
MASSA. Incapacità ed inefficienze e un territorio che - complice la politica - si lascia sfuggire opportunità. E quando parla di ritardi, errori ed occasioni perse a Gino Barattini ronza in testa un nome: Eaton. Lui con il colosso di Cleveland lavora ancora, ma non gli va giù che la sua proposta per il recupero dello stabilimento non si sia tradotta in realtà. «Quando l’azienda se n’è andata - l’imprenditore ripercorre la vicenda - ha esportato tutte le lavorazioni tranne tre. Mantenendo quelle produzioni io avrei garantito 70 posti di lavoro in tre anni, soltanto accendendo un interruttore, invece abbiamo lasciato i processi produttivi ad altri». Ad un’impresa bresciana, ad una rumena e ad una tedesca. Loro producono, appunto, e la stessa Eaton - ha ritenuto fosse più economico così - acquista.
«Mi hanno accusato di volere lo spezzatino, ma cosa abbiamo ottenuto?» è la domanda provocatoria. «Adesso c’è un imprenditore pronto a metterci i soldi di tasca sua - si riferisce ad Emilio Ricci della Iglom - e, dopo due mesi, non se ne sa nulla. Eppure se un investitore è disposto ad un esborso oggi, domani dovrebbe già avere tutte le porte spalancate». E - a completare il quadro - Gino Barattini ci mette il carico da 11, puntando il dito contro i sindacati: «In Toscana le relazioni sociali con una parte del sindacato sono impossibili, esistono forme assurde di tutela che vanno oltre ogni limite». Per chiarire si affida all’esempio: «Sono entrato in un cantiere un paio di anni fa e ho visto due miei dipendenti intenti a giocare a carte. Non li ho fotografati perché la legge sulla privacy me lo vieta, ho fatto finta di nulla. Non ho però rinnovato un contratto importante e 7 dipendenti, tra cui quei due, sono finiti in cassaintegrazione. Ne ho riassunti 3, ma loro e altri due sono rimasti a casa». Poi lo sguardo si focalizza sul nostro territorio: «Non c’è cultura del lavoro, in Emilia e al Nord il lavoro è considerato un diritto, ma anche un dovere da onorare. Qui, invece, non è così». Insomma, secondo Barattini, politica ed istituzioni non fanno la loro parte e i cittadini si aspettano - per parafrasare - che il lavoro cada dal cielo. (C.S.)
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