Il dolore
Variante area retroportuale presentate tre osservazioni
L’associazione Amare Marina, nel documento depositato in Comune, invoca l’attenzione alla salvaguardia dei rischi ambientali. Nel mirino l’area del Nuovo Pignone
CARRARA. Sono state presentate alcune osservazioni alla "Variante al regolamento urbanistico relativa all'integrazione normativa e modifica cartografica in relazione all'Area retroportuale" adottata dal consiglio comunale il 26 novembre 2013 e pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana il 22 gennaio scorso. Da quella data, erano cominciati a decorrere i 60 giorni di tempo utili per poter presentare eventuali osservazioni.
La variante prevede che una parte del centro intermodale che serve il porto, diventi area industriale, funzionale ad insediamenti produttivi, principalmente all'espansione dello yard del Nuovo Pignone, in viale Zaccagna.
Sono state presentate al Comune osservazioni da parte dell’associazione Amare Marina, del Campeggio Italia srl e un’osservazione-raccomandazinoe del Settore tutela e gestionde delle risorse idriche della Regine. Quest’ultimo fa più che altro raccomandazioni generali in materia della tutela delle risorse idriche nell’area in questione.
Al garante della comunicazione è arrivata anche una osservazione del geologo Riccardo Caniparoli, oltre alle due osservazioni di Amare Marina e del Campaggio Italia inviate al Protocollo generale del Comune. Ora scatta la fase istruttoria, il amteriale verrà sottoposto alla commissione urbanistica e poi andrà in consiglio comunale.
Per quanto riguarda Amare Marina, l’Associazione comunica che il 24 marzo, cioè lunedì scorso, ha depositato presso l'Ufficio di Protocollo del Comune le proprie osservazioni tecniche relative all'adozione della variante in questione.
«Le osservazioni sono state curate in ogni parte dal geologo Riccardo Caniparoli. In particolare le osservazioni vertono sul richiamo agli organi preposti alla salvaguardia della salute pubblica e non solo, si richiama l'attenzione alla salvaguardia del territorio dai rischi ambientali, del patrimonio culturale e dei beni paesaggistici, alla sicurezza dei cittadini e alle attività turistiche - ricettive che sono presenti sul territorio.Le osservazioni presentante puntano l'attenzione, inoltre, sull'esclusione dalla "VIA" (valutazine di impatto ambientale, ndr.) dell'insediamento del Nuovo Pignone nel sito di Marina. A tale riguardo si fa riferimento al Diritto Comunitario dell'Ambiente», e vengono richiamate sentenze degli anni Ottanta della Corte di Giustizia. «Le suddette sentenze sanciscono che il principio di tutela ambientale costituisce un obbligo da parte delle istituzioni, quindi nel caso del Nuovo Pignone», a proposito dei collaudi, l’associazione chiede «che le autorità pubbliche adottino misure appropriate, al fine di prevenire taluni rischi potenziali per l'ambiente».
In definitiva, conc lude l’associazione Amare Marina, «chiediamo il procedimento di "VIA" che presuppone la conoscibilità dal punto di vista scientifico degli effetti sull'ambiente derivanti dal suddetto insediamento.Ricordiamo che l'ufficio dell'Avvocatura regionale, interpellato in merito, avvalendosi della documentazione trasmessagli, pone dei dubbi sulla procedura adottata: "….nello specifico non si rinviene giurisprudenza, con la conseguenza che non può escludersi, a fronte di un eventuale ricorso giurisdizionale, una diversa decisione dell'Autorità giudiziaria"».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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