Il Tirreno

Un palazzo per rivivere il sogno dell’età d’oro della Carrara che fu

di Alessandra Vivoli
Un palazzo per rivivere il sogno dell’età d’oro della Carrara che fu

In un libro la Fondazione racconta il maxi restauro del suo “gioiello”, e la storia della famiglia Binelli Pincione: la sinergia fra pubblico e privato funziona. Il sindaco Volpi: più tradizione qui che a Massa

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CARRARA. Una lectio magistralis del sindaco di Massa, Alessandro Volpi («Avrò le attenuanti generiche- ha scherzato - per essere qui a parlare del secolo d’oro di Carrara». Un’opera in marmo bianco di Francesco Cremoni che guarda al passato, alla Nike di Samotracia, ma rivisitata con il linguaggio della modernità. E, infine, un circuito dell’arte, la via Verdi, destinato a riportare la città ai suoi antichi splendori, grazie a un connubio fra privati e pubblico che la Fondazione Cassa di risparmio di Carrara ha saputo fra funzionare al meglio già in passato.

Gli ingredienti, per un pomeriggio ad altissima cultura, c’erano tutti nell’iniziativa che la Fondazione ha voluto organizzare per la presentazione del volume “Palazzo Binelli Carrara: l’edificio, il restauro, la Fondazione».

«Non è una nuova inaugurazione - ha voluto subito precisare il presidente della Fondazione Crc Alberto Pincione - Quella c’è già stata nell’estate del 2011, questa è la presentazione di un libro che documenta la complessa opera di restauro e inserimento nella vita del territorio del nostro palazzo che è diventato un simbolo di identità del rilancio civile». «Siamo consapevoli - ha aggiunto - che dalla crisi non si esce se non con uno sforzo comune di pubblico e privato che riesca ad esaltare le specificità del territorio e la nostra capacità di trasformare le materie prime che la natura ci ha regalato». E proprio sulle sinergie, fra pubblico-privato e fra varie istituzioni ha insistito la direttrice dell’Accademia di Belle Arti, Lucilla Meloni: «L’opera del nostro docente, Francesco Cremoni, che verrà inaugurata oggi qui a Palazzo Binelli, è un ulteriore simbolo del rapporto privilegiato che lega il nostro istituto con la Fondazione».

L’assessore alla cultura Giovanna Bernardini, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, ha messo in luce il ruolo, centrale, che palazzo Binelli riveste nel nuovo circuito dell’arte individuato in via Verdi.

«Tutti gli interventi della Fondazione derivano da un’idea di città che si vuole reinventare puntando sulla propria identità culturale. Questo palazzo è l’emblema di una Carrara che produce cultura, è un luogo dove si possono ospitare mostre, conferenze e spettacoli».

Il discorso poi è passato al futuro e al presente di via Verdi: «Questa strada dovrà assumere l’identità di percorso del’arte, con l’Accademia, palazzo Binelli, la Fondazione Conti e il Centro di Arti Plastiche. A questo, anche se fisicamente un po’ più distante, va unito il museo di Michelangelo che sorgerà alla Padula». «L’arte contemporanea a Carrara ha bisogno di cittadinanza - ha aggiunto l’assessore Bernardini - bene ha fatto la Fondazione ha creare il connubio fra i gessi e le opere contemporanee di Galliano, Massari e Cremoni».

È stata poi la volta del sindaco di massa Alessandro Volpi, in veste di professore (ed ex membro del comitato di indirizzo della Fondazione) che ha tenuto una lectio magistralis sull’Ottocento carrarese.

«Carrara è stata la città più frequentata dal punto di vista letterario dell’Ottocento, uno dei luoghi più ricorrenti in letteratura - ha esordito Volpi - Massa non ha questa tradizione, ma neppure Lucca. Qui c’era il mito di Michelangelo, dei luoghi scelti dall sommo artista: una Carrara senza carraresi

«Solo più tardi, nella seconda metà dell’Ottocento - ha continuato il professor Volpi - si sono scoperte le cave, come luogo di fatica, di imprese impossibili».

Al termine delle relazioni introduttive è stata scoperta l’opera di Francesco Cremoni: una Nike reinterpretata che è stata accolta da un sincero applauso dal pubblico delle grandi occasioni che ha voluto essere presente a Palazzo Binelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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