Toscana
«Sono 200 gli autistici in cura nella nostra provincia»
MONTIGNOSO. Attualmente sono duecento le persone autistiche nella provincia di Massa-Carrara. Un numero indicativo che non considera gli adulti a cui non è mai stato diagnosticato. A fare un punto è...
MONTIGNOSO. Attualmente sono duecento le persone autistiche nella provincia di Massa-Carrara. Un numero indicativo che non considera gli adulti a cui non è mai stato diagnosticato.
A fare un punto è Roberto Marrai, presidente dell'associazione dei genitori “Autismo Apuana Onlus”. Il quadro che traccia Marrai è sconfortante se si pensa che dietro ai numeri ci sono persone reali interessate da un disturbo neuro-psichiatrico che li porta a isolarsi dal mondo. E che dietro a quelle persone ci sono famiglie che, dopo aver superato il lutto della diagnosi di un figlio “tecnicamente” non normale, devono fare i conti spesso con una società che li isola ulteriormente. Passi avanti, nella ricerca e nell'assistenza, se ne sono fatti negli ultimi dieci anni, ma ancora molti devono essere compiuti. Adesso, infatti, è possibile avere una diagnosi precoce nei primi 18 mesi di vita del neonato, cosa che permette la cura tempestiva. Dopo la diagnosi il neonato viene introdotto in un centro di terapia intensiva a Fossone (Carrara) in un contesto semi-residenziale, dove viene seguito 18 ore a settimana. «Un tale contesto intensivo – spiega Marrai – permette dei miglioramenti nel bimbo, che per questo non necessariamente rimarrà tutti quegli anni nel centro così tante ore. Ci saranno fasi diverse, più intense e meno intense».
Il centro attualmente ospita 31 bambini, dai 3 ai 13 anni, e sta creando liste di attesa anche di sei mesi. Dopo i 13 anni i bimbi vengono introdotti in un altro centro Anfas, anche questo a Carrara, dove in collaborazione con il reparto di neuropsichiatria dell'Asl continua una terapia meno intensiva della precedente ma efficace, contestualmente alle attività nelle scuole. Il problema nasce dopo i 18 anni.
«Con la maggiore età – spiega il presidente dell'associazione - i ragazzi vengono inseriti nel reparto di neuropsichiatria adulti, ma attualmente il reparto nel territorio non è pronto per ricevere pazienti affetti da tale malattia. Non hanno strutture né formazione idonee». In altre parole, il percorso di cura dell'adulto autistico si interrompe. Molto peggio va in Versilia dove, non solo non hanno strutture per adulti, ma anche quelle per i bimbi non sono efficaci.
«Non abbiamo centri a terapia intensiva – spiega Monia Battistini, presidentessa di “Semplice..mente genitori onlus” - I nostri figli vengono seguiti solo due ore a settimana e inoltre le cure non sono corrette». (M.C.)
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