Sicurezza
Arriva la Tasi, il Comune cerca di evitare la stangata
La giunta Volpi punta a un’aliquota unica del 1,5 per mille su tutti gli immobili «E abbasseremo l’Imu su capannoni, negozi, uffici e seconde case»
MASSA. «Arriva la Tasi? E noi abbassiamo l’Imu». L’amministrazione Volpi non vuole rinunciare al patto di non “mettere le mani nelle tasche” dei massesi e affida all’assessore al Bilancio Giovanni Rutili il non facile compito di varare una Tasi – la nuova tassa che sostituirà, in parte, l’Imu – che non sia una stangata per i massesi.
Rutili è da tempo impegnato in calcoli e simulazioni sul tema e dice fiducioso: «Il quadro non è ancora completo, ma vedrete, riusciremo a evitare aumenti gravosi e per quelle categorie più penalizzate dalla Tasi, penso in particolare ai capannoni, alle attività produttive, i negozi e anche le seconde case, stiamo studiando una diminuzione dell’Imu, imposta che non dimentichiamolo, è stata abolita solo per la prima casa».
L’intenzione dell’amministrazione è di arrivare all’applicazione di un’unica aliquota, dello 1,5 o, «al massimo», dello 2,0 per mille (il tetto è del 3,3 per mille) su tutti gli immobili e poi di modulare le detrazioni (che la Tasi, a differenza della “vecchia” Imu non prevede per legge) per non penalizzare le famiglie con figli o in particolari situazioni di difficoltà.
È proprio l’eliminazione della detrazione automatica di 200 euro per tutti che era, invece, una delle caratteristiche dell’Imu, a creare la maggiore “criticità” della “tassa sui servizi indivisibili” (da cui l’acronimo Tasi). La tassa, cioè, la pagheranno anche le abitazioni con rendite più basse, con la conseguenza che pagheranno di più le famiglie con abitazioni modeste o standard (categorie catastali A2 e A3, rendita fino a 700-800 euro circa). Mentre chi possiede una abitazione standard ma dall’alta rendita catastale (sopra gli 800 euro) o addirittura una villetta (categoria A7) risparmierà cifre anche consistenti rispetto al 2012. In altre parole, l’imposizione sulla casa rischia non solo di non essere progressiva ma addirittura regressiva: gli alloggi meno ricchi vengono tassati più di quelli ricchi. Un’anomalia riscontrata ormai da tutti i Comuni che già hanno definito la Tasi e che l’assessore Rutili intende correggere. Ricorrendo, nel caso, anche a interventi per far pesare di più la tassa sulle abitazioni a rendita catastale più alta.
Altro capitolo delicato è l’imposizione sulle attività produttive (dai capannoni, ai negozi, ai bar) che pare destinata, questa sì, ad aumentare in modo pesante. Per questo l’amministrazione sta mettendo a punto una riduzione dell’Imu per compensare in questo modo l’effetto Tasi.
«Certo potremmo decidere di applicare le aliquote massime come a Pietrasanta o Viareggio. In questo modo ci ritroveremmo con 6 milioni in più di risorse in bilancio. Ma non è questa la strada: vogliamo una tassa equa ed è questo che faremo», conclude Rutili.
Claudio Figaia
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