Sicurezza
Smontata la Tarsu sugli studi maxisconto all’avvocato Tognarini
CARRARA. Due sentenze della Commissione tributaria provinciale potenzialmente mettono a rischio i conti di palazzo civico per molte migliaia di euro. Si tratta della vittoria netta ottenuta dall’avvoc...
CARRARA. Due sentenze della Commissione tributaria provinciale potenzialmente mettono a rischio i conti di palazzo civico per molte migliaia di euro. Si tratta della vittoria netta ottenuta dall’avvocato tributarista Marco Tognarini che, incuriosito dal conto della tassa rifiuti - da lui definito “spropositato” - per i propri uffici di piazza Matteotti, è andato a controllare il regolamento e ha presentato ricorso. Gli anni di riferimento sono il 2011 e il 2012: per circa 80 metri quadrati, si era visto recapitare un conto da 865 euro l’anno: oltre 10 euro a metro quadrato l’anno, quando gli studi professionali non è che producano particolari rifiuti urbani. Nel suo ricorso, per contestare la cartella salata, l’avvocato sostiene che vi siano stati errori di calcolo; in più, non vi sarebbe traccia dei motivi per cui era stata attribuita la tariffa di 10,81 euro a metro quadrato agli studi professionali, e che a suo avviso era illegittima l’agevolazione prevista a favore delle abitazioni nei paesi a monte. In effetti, argomenta la commissione nell’accogliere il ricorso, vi sono errori di calcolo nella tariffa elaborata dalla Società di Bologna cui la delibera del Comune rinvia e applicata dal Comune di Carrara: «E’ inequivocabile - scrive la commissione - che, sulla base di un mero calcolo matematico, risulta che è stato utilizzato un parametro Cmg — che è il primo elemento della formula utilizzata per determinare la tariffa — di €/mq. 3,67 invece di quello corretto di €/mq. 3,41». Solo per questo, con un parametro Cmg corretto, la tariffa di base degli studi professionali è stata erroneamente determinata: il comune ha applicato 10,81 euro al metro quadrato anziché 10,05.
Ma non solo. Nello studio elaborato dalla Società “GF Ambiente “ di Bologna, cui la delibera comunale come detto rinvia in toto, «manca - scrive la commissione tributaria - una effettiva motivazione delle ragioni che hanno determinato la tariffa applicata agli studi professionali». Insomma, «sono totalmente omessi i motivi per i quali gli studi professionali produrrebbero per ogni metro quadrato un ammontare di rifiuti superiore del 60% rispetto a quello medio prodotto nel comune e tipologie di rifiuti il cui costo medio di smaltimento risulta superiore del 60% rispetto a quello medio sostenuto nel Comune». Risultato: il parametro giusto è di 3,92 euro a metro quadrato, quindi lo studio di Tognarini deve pagare 314 euro l’anno e non 865. Per le due annualità in cui ha vinto i ricorsi, oltre mille euro in meno complessivi (541 in meno). E siccome sono centinaia gli studi professionali in queste condizioni, facile pensare cosa significherebbe per le casse del Comune se tutti facessero ricorso.
Massimo Braglia
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