Attenzione
Nca, dopo le tensioni il governo convoca le parti
CARRARA. Si riapre il tavolo di trattativa su Nca al ministero dello Sviluppo: su richiesta della proprietà, dopo il botta e risposta della scorsa settimana con le rsu, il governo ha deciso di...
CARRARA. Si riapre il tavolo di trattativa su Nca al ministero dello Sviluppo: su richiesta della proprietà, dopo il botta e risposta della scorsa settimana con le rsu, il governo ha deciso di convocare tutti a Roma, domattina, per cercare di fare chiarezza sulla situazione all’interno del cantiere. All’incontro parteciperà anche il sindaco Angelo Zubbani, che si dice «ottimista sul fatto che si possa recuperare un pieno clima di collaborazione e intesa tra proprietà e sindacato». Ascoltate, a più riprese le parti il primo cittadino non ha «ravvisato grosse questioni» che possano davvero compromettere il futuro del cantiere. «L’azienda deve affinare le relazioni sindacali e il sindacato deve prendere atto delle cose buone fatte dalla proprietà, ponendo le sue istanze, legittime, senza forzature» ha spiegato Zubbani.
Il sindaco ha auspicato che «le polemiche di questi giorni lascino spazio a un ragionamento dove tutti si sentano protagonisti del futuro dell’azienda». Il suo appello a guardare al futuro: «Abbiamo voltato pagina da un anno e mezzo e dobbiamo fare uno sforzo per non disperdere un’opportunità importante per tutto il territorio». Quanto poi alla concreta possibilità che The Italian Sea Group possa abbandonare Carrara sulla scia delle divergenze di queste settimane, Zubbani sembra sereno: «Sarebbe assurdo che una società così importante che sta investendo tanto sotto gli occhi di tutti non riuscisse a completare il programma concordato. Non credo che Costantino abbia davvero contemplato l’ipotesi di andarsene, visto che ogni giorno ci chiede permessi e autorizzazioni per migliorare il cantiere». Insomma a 24 ore dal delicato incontro a Roma, il sindaco si dice certo «che l’azienda metterà in campo tutte le energie per rispettare l’accordo» auspicando al tempo stesso che il sindacato metta sul tavolo i problemi veri al netto delle prese di posizioni».
«Da quello che so, ascolto e vedo – ha concluso Zubbani - non ci sono questioni insormontabili, sono piuttosto problemi di rapporti umani». Che il clima all’interno dello stabilimento non fosse dei migliori lo si era capito già a fine anno, con il naufragio della trattativa sull’accordo di secondo livello: la situazione è esplosa la settimana scorsa, con il comunicato con cui le Rsu accusavano la proprietà di privilegiare le ditte esterne rispetto ai dipendenti diretti. La replica della proprietà con un comunicato in cui parla di scarsa produttività di parte del personale e accusa le rsu di ostacolare il compromesso sull’accordo di secondo livello. (c.ch.)
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