Il Tirreno

Lalli, spunta l’appropriazione indebita

Lalli, spunta l’appropriazione indebita

Alla presunta maxi infedele dichiarazione si aggiunge il procedimento nato da tre ex clienti: contestati 10mila euro

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CARRARA. Processo a Claudio Lalli: in tribunale a Massa spunta un altro fascicolo, quello che vede il noto avvocato del lavoro del foro di Carrara sotto accusa per appropriazione indebita nei confronti di tre ex clienti, per circa 10mila euro.

Se ne è parlato nell’udienza filtro di ieri davanti al giudice Giovanni Sgambati che ha rinviato due processi: quello per la maxi dichiarazione infedele dei redditi - dove la difesa è di Andrea Corradino - e l’altro, con l’ipotesi accusatoria di appropriazione indebita, al 26 giugno. Per decidere anche sull’istanza di riunione presentata dall’avvocato Claudia Volpi.

Presunta evasione fiscale, 1200 testi per la difesa. L'inchiesta sarebbe nata a seguito di una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di finanza, che negli uffici di via Roma dell'avvocato Claudio Lalli si presentò nell'aprile del 2012 per acquisire della documentazione. La Guardia di finanza e la Procura per lunghi mesi hanno passato al setaccio tutta l'attività professionale del legale carrarese. Secondo l'accusa, negli anni presi in esame, complessivamente l'avvocato Lalli avrebbe indicato nelle dichiarazioni fiscali importi inferiori di redditi a quanto effettivamente avrebbe dovuto (sempre secondo gli inquirenti). Questa, quindi, è la convinzione della magistratura, che dovrà passare il vaglio del tribunale. In particolare le cinque dichiarazioni dei redditi - questa l'ipotesi di reato contestata all'avvocato Claudio Lalli - sarebbero state complessivamente inferiori per circa nove milioni di euro, e nei 5 anni, questo avrebbe comportato il mancato versamento dell'Irpef per circa 3,8 milioni, e dell'Iva di un milione e 700 mila euro. La difesa si prepara a dare battaglia facendo sfilare 1200 testi (quelli dell’accusa saranno “solo” 140). Saranno i clienti del prestigioso studio legale - chiamati davanti al giudice - ad essere utilizzati dalla difesa per smontare tutte le ipotesi accusatorie, punto per punto.

Il processo per appropriazione indebita. Il processo si sarebbe dovuto aprire davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, in tribunale a Carrara. Ma, per una serie di rinvii se ne è parlato direttamente a Massa. Ieri mattina, l’avvocato Claudia Volpi, che assiste il legale Claudio Lalli in questo procedimento, ha presentato istanza di riunione con l’altro fascicolo, quello per la presunta maxi dichiarazione infedele.

Si tratta di una vicenda che risale a sette anni fa. A muovere le accuse sono stati tre clienti dell’avvocato Lalli (tutti provenienti da fuori Carrara) da lui assistiti per la vicenda delle Poste. La cifra contestata, quella di cui, secondo i clienti, il legale si sarebbe indebitamente appropriato, è di circa 10mila euro. La difesa ha già evidenziato quale sarà la sua linea di azione: quelle cifre contestate, come appropriazione indebita, secondo il legale di Claudio Lalli, sarebbero state in realtà le parcelle dovute (da onorario) per l’assistenza nell’ambito di una causa, mai pagata e per il quale non sarebbe mai stato versato neppure un anticipo. Parcelle che sarebbero state regolarmente fatturate con tanto di notule e che, sempre stando alla linea della difesa, smonterebbero in toto l’ipotesi accusatoria.

(a.v.)

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