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MASSA. Auto di ogni marca, scooter, furgoni, camion e anche qualche bicicletta: nei depositi autorizzati della provincia ci sono centinaia di veicoli sotto sequestro che nessuno sembra reclamare. Una...

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MASSA. Auto di ogni marca, scooter, furgoni, camion e anche qualche bicicletta: nei depositi autorizzati della provincia ci sono centinaia di veicoli sotto sequestro che nessuno sembra reclamare. Una montagna di lamiere, batterie scariche, pneumatici, vetri che sta creando non pochi problemi ai titolari dei depositi, così come ai proprietari dei mezzi. All’ombra di questa montagna una storia all’italiana di soldi e burocrazia.

Succede questo. La Polizia stradale, o i carabinieri o la procura, i vigili urbani 0o altre autorità sequestrano il mezzo perchè trovati senza assicurazione, per guida in stato di ebbrezza del conducente, perché risultato rubato, perchè coinvolto in un incidente con feriti gravi, o per varie altre ragioni. L’auto viene prelevata dal carro attrezzi della ditta autorizzata e portata in un deposito. In attesa del dissequestro o, comunque del proprietario che la riprenda in consegna. Il depositario viene pagato per il servizio di recupero del mezzo e per la custodia del veicolo. Il problema però che se la rimozione dell’auto viene di norma pagata subito (e qui sta il business della ditta), il deposito, che vale 2,5 euro al giorno, viene pagato con ritardi clamorosi o proprio per niente, almeno così sostengono i titolari dei centri di custodia, secondo i quali le ditte del settore sono creditrici di cifre dell’ordine dei 5-600mila euro nei confronti dello Stato per conto del quale effettuano questo servizio.

La Prefettura sta cercando di risolvere la questione con l’avvio di una specie di rottamazione straordinaria. Ha cioè diffuso l’elenco dei veicoli sotto sequestro giacenti nei depositi della provincia – 177 in tutto – e un avviso in cui dice: entro 60 giorni i proprietari di quei mezzi hanno la facoltà di prendere in costodia il mezzo sequestrato. Per farlo, dovranno però pagare alla depositeria l’intero corrispettivo dovuto. Se non lo faranno, la ditta che ha in custodia l’auto ne diverrà proprietario e potrà rottamarla.

Inutile dire che quasi nessuno si è presentato a ritirare il suo veicolo. «E non poteva essere altrimenti – dice Luciano Bertolini, titolare di Azzurra Srl di Aulla, uno dei depositi giudiziari di veicoli della provincia – come si può pensare infatti che un cittadino, magari con problemi economici seri o magari straniero, vada sul sito della prefettura, clicchi sull’elenco dei mezzi e venga a chiederne la restituzione? E a parte la difficoltà di essere informato di questa opportunità, quale reale interesse può avere nel tornare in possesso di un mezzo che spesso è vecchio e malandato, che continua a non poter usare perchè ancora sottoposto a fermo giudiziario, per giunta sborsando parecchi soldi?»

Poche speranze di vedere una corsa a riprendersi i veicoli depositati da parte dei proprietari è Giovanni Palla, titolare della omonima ditta di Massa che da solo “ospita” 40 auto e 28 motocicli: «Non credo che questo provvedimento sia risolutivo; mi pare difficile che i proprietari di questi mezzi ritengano conveniente ritirare la loro auto, pagando il deposito e pagando anche le spese del carro attrezzi o del camion per portarsele a casa, visto che non possono circolare».

Il bando della prefettura consentirà comunque ai titolari del deposito di portare alla demolizione i mezzi, ottenendo così sia la copertura dei costi di custodia non saldati dal governo, sia la liberazione di spazi per le loro attività. D’altronde la rottamazione è di moda.(c.f.)

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