Sicurezza
Cassa, i sindacati: le cifre di 10 anni dimostrano il disastro
In vista della presentazione del piano industriale di Carige i sindacati all’attacco: nel 2004 eravamo 364, ora 318
CARRARA. Si avvicina la presentazione del piano industriale del Gruppo Carige (proprietario al 90% della Cassa di Carrara, il 10% restante è della Fondazione Cr Carrara): piano per ora ancora top secret, ma i rumors parlano di possibile fusione fra la capigruppo e le controllate e di esuberi fra il 10 e il 20% del personale (per la Carrara, sarebbero tra i 30 e i 50).
La Rsa Fabi, Fisac, Cgil, a pochi giorni dal “D-day”, fa il punto su quanto avvenuto in questi dieci anni di passaggio delle quote al Gruppo Carige: «Non commentiamo - premettono i sindacati aziendali - le indiscrezioni. Se è vero come è vero che il piano industriale verrà reso noto giovedì 27 marzo a mercati chiusi risulta del tutto evidente che la questione viene maneggiata con grande cura e che si cerca di eliminare tutti quegli elementi che potrebbero in qualche misura compromettere od ostacolare i progetti ivi contenuti».
«Ciò nonostante - aggiungono i sindacati - ci preme fornire alcuni dati certi sulla base dei quali i colleghi possono orientare le proprie riflessioni, fermo restando che come Organizzazioni Sindacali ci riserviamo di intervenire in modo compiuto, anche pubblicamente, per dire la nostra su tutta la vicenda della Cassa».
La cronistoria dalla vendita della Cassa. «Nel 2004 - ricorda la Rsa Fabi, Fisac, Cgil - la Crc entrò a far parte del gruppo Carige, evento salutato con una certa soddisfazione anche da noi sindacati, ancorché molto critici sulle modalità di ingresso: abbiamo sempre giudicato sbagliata ed inopportuna l'alienazione del 90 per cento del pacchetto azionario al Gruppo da parte della Fondazione Crc. Ci sembra utile ricordare che a quella data la Cassa poteva contare su 364 dipendenti e 33 Sportelli e che l'utile d'esercizio ammontava a 15.125.000 euro (comprensivo del fondo rischi bancari generali ammontante ad € 8.391.000) mentre l'utile di esercizio del 2003 ammontava ad € 5.625.000, fondo rischi bancari generali escluso, e quello relativo al 2002 € 4.086.000, fondo rischi bancari generali escluso. Pertanto si può agevolmente ritenere che in quegli anni l'utile d'esercizio viaggiava mediamente intorno ai 13 o 14 milioni di euro».
«Modalità disastrose di ingresso». «Questi numeri - aggiunge la Rsa Fabi, Fisac, Cgil - significano una cosa semplicissima: l'entrare nel gruppo Carige non fu una necessità ma una scelta. Furono le modalità con le quali entrammo nel Gruppo, che abbiamo contestato allora e che con cadenza bimestrale o trimestrale continuiamo a contestare tramite interventi nella stampa locale. Queste modalità si sono rivelate disastrose anche sotto il profilo dell'utilizzo delle ingenti somme, pubbliche, rivenienti dalla vendita della quasi totalità della Cassa da parte della Fondazione CR Carrara».
Dipendenti da 364 a 318 in dieci anni. Prosegue il documento, facendo il confronto rispetto al 2004 (quando aveva 364 dipendenti, come detto): «Oggi la Cassa può vantare circa 318 dipendenti, diciamo circa perché vediamo circolare negli Uffici persone che non sappiamo chi siano e per le quali non abbiamo ricevuto alcuna, doverosa, informativa sindacale; gli Sportelli sono 36 ivi compreso quello di Pisa acquisito dal Monte de' Paschi tramite il Gruppo unitamente ai 14 dipendenti, se si considera poi che circa 60 colleghi sono stati adibiti a mansioni di tesoreria, a cui deve andare un sentito ringraziamento di tutti i colleghi perché in questi anni i bilanci sono stati fatti anche grazie al loro impegno e alle loro capacità unanimemente riconosciute, possiamo agevolmente ritenere che dal 2004 sono state sottratte all'attività di intermediazione creditizia oltre 100 unità a discapito della Cassa, dei Dipendenti e dell'economia del territorio».
«A Carrara un disastro, rispetto a Lucca». «Risulta con grande chiarezza - aggiungono i sindacati - il disastro compiuto in soli dieci anni a Carrara comparando i nostri dati con quelli della Banca del Monte di Lucca: al 2001 (data di entrata della stessa nel Gruppo Carige), i dipendenti erano 135, oggi 166, gli sportelli erano 12, oggi 24 e la proprietà della banca appartiene al 60% al Gruppo Carige, al 20% alla Fondazione Banca del Monte di Lucca e al 20% alla Fondazione CR Lucca. Come detto all'inizio aspetteremo di conoscere il piano industriale per esprimerci nel merito, possiamo però anticipare sin d'ora che noi ci batteremo con tutte le nostre forze per garantire i diritti dei lavoratori ma per il rispetto che dobbiamo a noi stessi e a chi rappresentiamo, non muoveremo un dito a favore di coloro che in tutti questi anni hanno prosperato come parassiti sulle spalle dei lavoratori della Cassa, della clientela e dell'economia del territorio», concludono i sindacati.
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