Sicurezza
Bissoli, ago della bilancia di Pontremoli
Dopo lo strappo con il suo partito potrebbero nascere nuove prospettive per la giunta comunale
PONTREMOLI. Nella “Città del libro” mancano due anni perché si concluda il mandato dell’amministrazione guidata da Lucia Baracchini. Ma se l’appuntamento con le urne per le elezioni comunale appare ancora decisamente lontano, le dinamiche politiche sono invece in notevole subbuglio, specie dopo la decisione dell’ex capogruppo Pd, Paolo Bissoli di uscire dal gruppo del Partito democratico e di fondare di un nuovo gruppo (anch’esso con l’acronimo Pd) “Pontremoli Democratica”. Un gesto che ha scompigliato le carte nel panorama dell’opposizione che sta provando a costruire la “quadratura del cerchio” in vista delle consultazione comunali del 2016.
E che la situazione è complessa lo certifica la situazione in consiglio con quattro consiglieri di minoranza e tre gruppi distinti (il terzo è quello rappresentato da Rolando Scatena di “Cittadini per Pontremoli”), ma non solo, tra questi gruppi in questo momento sembra non scorrere buon sangue. Le difficoltà del resto erano già chiare già prima del voto quando c’era stato una lacerazione nel Pd, con Enrico Petriccioli che aveva scelto di dare vita ad una lista autonoma (quella di “Cittadini per Pontremoli”) e per questo era stato espulso dal Partito. Il riavvicinamento tra Pd e “Cittadini per Pontremoli” c’è stato ma questo, in pratica, aveva creato una spaccatura all’interno dello stesso Partito democratico, e il congresso dell’8 dicembre scorso, più che un voto sul nuovo direttivo, si è trasformato in una resa dei conti tra le due fazioni con la vittoria della linea “dialogante”.
L’uscita di Paolo Bissoli è quindi figlia di queste dinamiche interne al Pd. Ma ora, nell’ottica della coalizione di centrosinistra, diventa importante comprendere quali potrebbero essere le mosse dell’ex capogruppo Pd. Capire se proverà a tirare con sé alcuni membri del Partito democratico pontremolese (e questo di fatto segnerebbe la spaccatura del partito ed una contrapposizione molto forte) o se invece proverà a costruirsi un ruolo politico alla sinistra del Pd. Terreno potenzialmente fertile, visto che a Pontremoli esiste una vivace attività di associazioni che gravitano in quell’ambito politico e che non ha un’effettiva rappresentanza. Certo è anche un mondo che Bissoli dovrebbe conquistarsi perché non fa parte del suo tradizionale bacino elettorale. Riuscire ad unire queste diverse anime pare ora molto complicato.
Il Pd può provare a giocare la carta delle primarie che potrebbero avere un effetto “pacificante” anche se inevitabilmente tutte le parti in causa sarebbero chiamate a sottoscrivere preventivamente un patto di coalizione. Ma se Atene piange Sparta non ride. Infatti anche la maggioranza ha i suoi grattacapi da sciogliere nel cammino verso le amministrative. Anche se ora, dopo lo scosse subite con le vicende dell’eolico e delle biomasse, l’amministrazione sembra aver ripreso saldo timone della navigazione.
Ma non si possono dimenticare i tanti pezzi persi per strada, come il delegato delle frazioni, Armando Pini, il presidente del consiglio, Paolo Arrighi e le dimissioni da assessore di Gianluca Crocetti. E c’è da segnalare anche un certo disimpegno da parte di alcuni rappresentanti della maggioranza, che se non segnano un vero e proprio distacco, manifestano comunque una certa freddezza nelle vicende politiche. Insomma un quadro quanto mai frastagliato e pieno di incognite nel cammino verso le prossime amministrative.(r.s.)
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