Il dolore
Quattro volte in tribunale Distacchi e doppio gestore
MASSA. Quattro volte Confconsumatori è andata in tribunale per vedere riconosciute le ragioni dei suoi iscritti. Tra i casi più significativi c’è quello di un cittadino che ha sottoscritto un...
MASSA. Quattro volte Confconsumatori è andata in tribunale per vedere riconosciute le ragioni dei suoi iscritti. Tra i casi più significativi c’è quello di un cittadino che ha sottoscritto un contratto con Gdf Suez per energia elettrica e gas, contratto in base al quale la compagnia avrebbe dovuto subentrare e dare recesso per suo conto al precedente gestore. La Gdf Suez però ha dato corso al suo contratto di fornitura ma ha illegittimamente omesso di dare il recesso al precedente operatore. L'utente lo ha scoperto perché continuavano a pervenirgli fatture di consumo di gas con il precedente gestore. Che ha pure minacciato il distacco della fornitura di gas. Il conto in sospeso era di 2.500 euro. Tutte le rimostranze effettuate non hanno avuto esito alcuno finché, grazie alla contestazione scritta della Confconsumatori, la Gdf Suez ha ammesso l'errore e si è impegnata a restituire tutte le somme indebitamente percepite con l'emissione di fatture a credito. A distanza di un anno però nessuna restituzione è pervenuta all'utente, che si è trovato costretto a rivolgersi al giudice di pace il quale ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo condannando Gdf Suez a pagare gli importi dovuti. Il cittadino ha ottenuto la cifra che gli spettava.
Un altro caso ha riguardato un utente che ha sempre e regolarmente pagato le fatture per il consumo di gas a Enel Energia e nonostante ciò si era visto recapitare solleciti di pagamento di due fatture regolarmente e tempestivamente pagate. Il cittadino quindi era costretto a rivolgersi allo sportello dell'Enel e a inviare fax dimostranti l'avvenuto pagamento. Ma nonostante tutto l'Enel ha provveduto a distaccare il suo contatore che si trovava all'esterno del suo appartamento lasciandolo senza gas, riscaldamento e acqua calda per l'intero mese di gennaio. La somma in ballo era di 150 euro. Confconsumatori ha vinto anche questa battaglia.
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