Il dolore
«Perché ci portate via le nostre suore?»
Un paese intero a colloquio con la madre regionale per trattenere ad Avenza le Orsoline. Il sindaco: riconsideri la scelta
AVENZA. Genitori, maestre, tante mamme e, soprattutto, la gente comune, giovani e anziani di Avenza che non vogliono far andare via quelle che per tutti suono le “suorine”.
A cospetto della madre regionale, suor Maria Giovanna Caprini, venuta apposta da Verona alla scuola Finelli, sono sfilati davvero in tanti. E tutti con un unico obiettivo: mantenere il presidio avenzino delle Orsoline che da oltre 80 anni fanno parte del tessuto della comunità e danno l’impronta alla scuola dell’infanzia Carlo Finelli. Nessuna apertura dalla madre regionale, ma la volontà del paese è di continuare la battaglia.
Avenza si mobilita: perché ci portate via le suorine? È questa la domanda che la gente di Avenza ha rivolto, a più riprese, alla madre regionale delle Orsoline: «Perché ci vogliono portare via le suorine?». Dal centro storico ad Avenza nuova il paese si è mobilitato per fare sentire le proprie ragioni. E per difendere le suorine destinate a lasciare Avenza nell’agosto del 2015. Tanto che la comunità avenzina ha intenzione di andare avanti invitando la madre generale da Verona a venire alla scuola Finelli per incontrare tutto il paese in una mega assemblea pubblica.
L’impegno del sindaco. «Quando una scuola chiude è una biblioteca che brucia»: questo l’incipit della lettera che il sindaco Zubbani ha inviato alla madre regionale prima dell’incontro di ieri. « Avenza si risveglia come in un brutto sogno alla notizia che la Scuola dell'Infanzia "Carlo Finelli", in cui si sono formate intere generazioni di avenzini e carrarini, potrebbe chiudere - ha scritto il sindaco -La città, che pure conosce e capisce le difficoltà di una comunità ormai anziana di suore, vivrebbe questa decisione come un arretramento, un impoverimento delle risorse che possiede e domanda attenzione, uno sforzo ancora perché la scuola resti gestita così come è stata nella sua storia e semmai accompagnata da nuove presenze di religiose che potrebbero arricchire il presente della scuola. È un servizio a cui la gente è affezionata, un presidio di conoscenza e di formazione, un supporto alla coscienza civica e alla sempre più affannata scuola pubblica. C'è una lezione che sembra nascondersi dietro a questa scelta e io, come sindaco, mi auguro che non vada persa. Ci sono spazi nei quali le decisioni non competono all'Amministrazione Comunale, ma ciò non impedisce al sindaco di invitarla a riconsiderare la scelta ed a sostenere la comunità avenzina che non vuole rassegnarsi a perdere una risorsa che ormai appartiene alla sua identità storica». Il sindaco nel suo lungo colloquio con la madre regionale ha ribadito questa istanza e la richiesta di un ripensamento.
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